Natale a tavola, in salute!

Una breve guida con i sei consigli della Dott.ssa Tiziana D’Amico, Biologo Nutrizionista di dNa Milano, per godersi le vacanze senza imprevisti!

Si sa, è il periodo più dolce. Lo è per l’attesa, per l’atmosfera che si respira, per i pensieri che trascina con sé questo periodo di festa, ma anche per le prelibatezze che sbarcano in tavola che, va subito detto, è giusto godersi. A patto però di non esagerare. 

Gli esperti, infatti, esortano: no ai sensi di colpa, dannosi per la salute, spesso, anche più dei cibi spazzatura, ma no anche alla rilassatezza eccessiva che può comportare non solo conseguenze nella bilancia ma anche aumentare il rischio di salute. Secondo gli ultimi dati della associazioni di settore, non a caso, durante le feste aumentano disturbi quali bruciori di stomaco e diarrea, aumentano i livelli di colesterolo e grassi nel sangue, il rischio di ipertensione, indigestioni e congestioni.

Ma allora come trovare il giusto equilibrio tra godersi le vacanze evitando però spiacevoli imprevisti e conseguenze dannose?

menu-natale-low-cost1) I giorni in rosso sono quattro (la vigilia, il giorno di Natale, capodanno e l’Epifania): va bene godersi le giornate di festa, ma durante gli altri giorni mangiare come sempre, evitando gli eccessi. Attenzione agli happy hour con gli amici e parenti ritrovati per l’occasione, agli assaggini dei dolcetti tradizionali che si preparano in eccesso e soprattutto gli avanzi del cibo il giorno dopo.

La dieta ideale degli altri giorni? Una colazione a base di the verde senza zucchero (o con un po’ di miele), biscotti integrali e senza zuccheri raffinati; un pranzo composto da un primo piatto e un contorno di verdura fresca; frutta fresca durante la giornata (non come spezza fame ma per il gusto di mangiarla); un’insalata con una fonte proteica (esempio pesce o carne bianca) per la cena; una tisana alle erbe prima di andare a letto.

2) Prestare attenzione alla qualità e al tipo dei cibi, oltre alle quantità: semaforo verde per i prodotti stagionali e freschi, per le varianti integrali di pane e pasta, per il pesce fresco e le carni bianche. I dolci invece riservarli a colazione e, in ogni caso, tra questi prediligere il cioccolato fondente, le macedonie senza zucchero, il panettone al posto del pandoro.
No a creme, dolci al burro, al mascarpone e farine raffinate.

3) Frenare sugli antipasti e sulle aggiunte. Sono quelli che “ingannano” più di tutti. Sia perché all’inizio del pasto siamo più affamati, sia perché, va ammesso, sono deliziosi. Tra i più insidiosi quelli farciti di creme fatte con mascarpone, maionese e altri alimenti da dosare con cura. No a formaggi, patatine e tramezzini, sì a frutta secca, ricca di omega 3 e omega 6, sottaceti e verdure. Occhio poi agli “in più” come olio, sale, zuccheri e dolcificanti.

4) La cottura sana. No alle fritture, sì ai cibi cotti al cartoccio, al forno o alla griglia (senza arrivare alla bruciatura dell’alimento)

5) Un brindisi va bene, cinque no! Il problema a questo proposito è che spesso il vino e l’alcol non vengono percepiti come alimenti calorici, quando invece lo sono eccome. Non solo: se un bicchiere di vino è lecito e non dannoso, 4, 5 lo sono decisamente meno, sia per il girovita che per la salute del cuore.
Sì a un bicchiere di vino (meglio se rosso) e sempre a stomaco pieno, no agli alcolici “digestivi” e a mischiare bianco e rosso.

6) L’attività fisica non può essere dimenticata per tutto il periodo. Ritagliarsi un momento in palestra può non essere un dramma, se la si vive come un luogo dove poter scaricare la tensione. Chi non la ama può optare anche per la piscina o una passeggiata in bicicletta.

nutrizionista milano, dietologa milano«Il nutrizionista non è l’inquisitore che ha il compito di centellinare al grammo le pietanze, ma un educatore alimentare che insegna come apprezzare tutti gli alimenti, come sceglierli e abbinarli tra loro, nel modo più adeguato e salutare su misura per il nostro organismo» commenta la Dottoressa D’amico.  «Se è vero che è sempre utile e consigliabile essere guidati da un esperto, lo è anche che, in sua assenza, potrebbe bastare il buon senso a guidarci in tavola: ad esempio è naturale che bisogna scacciare l’idea che tutto quello che è presente sulla tavola debba finire nel nostro stomaco. Così come è inutile il giorno dopo saltare la colazione. Il segreto è limitarsi appena, selezionare il cibo meno calorico ed evitare o quanto meno solo spiluccare quello più calorico».

Dott.ssa Tiziana D’Amico (Biologo Nutrizionista)

Stagione fredda: il Nutrizionista consiglia

Per accogliere la stagione fredda …

stagione fredda: il nutrizionista consiglia

Nel periodo invernale tutti i processi metabolici tendono a rallentare, le ore di luce diminuiscono cosi come le varietà dei cibi e spesso si contraggono malattie influenzali. Inoltre si ha un maggior accumulo di tossine che vanno smaltite nel periodo primaverile e quindi il fegato deve lavorare parecchio insieme ai reni.

  1. Stare il più tempo possibile all’aria aperta:

Esporsi alla luce diurna favorisce il ciclo veglia-sonno, aumenta l’attività metabolica, favorisce l’attività muscolare, regola l’ assorbimento e l’attività degli ormoni (vd Vit D).

  1. Staccare dalla routine quotidiana e dalla tecnologia:

Dedicarsi del tempo ha un effetto benefico a favore dello stress provocato dal cambio stagione, in questo modo si evita: calo del tono di umore, stanchezza psico-fisica, difficoltà di concentrazione.

  1. Fare movimento:

Con l’entrata della stagione autunnale e con il progressivo calo delle temperature si tende ad essere più pigri. Non rinunciare mai alla camminata quotidiana.

  1. Bere molta acqua:

Anche se comincia a diminuire la sensazione di tanta sete” tipica dell’estate.

  1. Fare un’alimentazione disintossicante:
    • Mangiare frutta e verdura di stagione (ci aiutano a sostenere i processi di pulizia e fortificazione del corpo)
    • Dare un giusto apporto di vitamine A-C-E (per evitare i malanni stagionali)
    • Consumare legumi, cereali integrali, crucifere, olio extravergine di oliva ( donano elasticità e tono alla pelle proteggendola dal freddo)
    • Condire le verdure con succo di limone (per aumentare l’assorbimento del ferro biodisponibile)
    • Non far mancare in tavola carciofi, coste/bietole,radicchio, cavoli, asparagi, tarassaco,cicoria, crescione (buoni amici del fegato e in genere degli organi deputati alla depurazione dell’organismo).

Dott.ssa Agostina Iannicelli (Biologo Nutrizionista)

In salute con il buonumore!

dietologo milano

Che buonumore e salute vadano a braccetto la scienza lo ha largamente dimostrato da tempo.

Sentirsi bene e non lasciarsi sopraffare dallo sconforto sono, infatti, un elisir di lunga vita che aiuta a tenere lontane alcune malattie, a superarne meglio altre, a migliorare la salute del sistema cardiovascolare e, soprattutto, a tenere lontani ansia e stress. Fisiologicamente, tanti benefici derivano dal cocktail di serotonina ed endorfine che quest’atteggiamento è capace di liberare: i cosiddetti ormoni della felicità che aumentano l’attività dei linfociti killer e neutralizzano gli stati d’ansia.

«Quando ci si trova ad affrontare un evento negativo e il buonumore crolla, tutto l’organismo reagisce per non essere travolto ma, alla lunga, se non si interviene in tempo, questo può finire per esaurire le sue capacità di reazione e da lì, aprire la strada a tutti disturbi e malesseri figli dello stress» spiega la dottoressa Tiziana D’Amico, biologa nutrizionista del Centro interdisciplinare di Nutrizione e Psicologia, dNa Milano. Al di là degli eventi personali, però, nei mesi invernali, fisiologicamente, il buon umore viene messo a dura prova dalla scarsezza di luce delle giornate con cielo grigio e cupo. Come dimostrato, infatti, il buio comporta un disequilibrio dell’orologio biologico che regola gli ormoni, il sonno e il tono dell’umore.

L’alimentazione, però, in questo può aiutare: «Basta sapere cosa scegliere» spiega l’esperta di Cerifos. «La serotonina è presente in molti cibi con un alto contenuto di triptofano, precursore dell’ormone del buon umore: ad esempio, nelle banane, nel cioccolato, nella frutta secca, nei cereali integrali, ma anche nelle uova, formaggi freschi e peperoncino» spiega la specialista.

«Questi, però, vanno accompagnati da alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, fondamentali per trasformare il triptofano in serotonina» chiarisce la dottoressa D’Amico. «Tra questi, vi sono il miele, il pesce, gli agrumi che ne sono molto ricchi, verdure come lattuga, broccoli e spinaci e le prugne secche».

dietologo milanoLa serotonina, oltre ad aiutare a riportare il buon umore, riduce il senso di fame, aspetto che contribuisce alla sensazione di benessere: «La sua azione anoressizzante è legata alla riduzione della sintesi e alla liberazione del neuropeptide Y, che aumenta la ricerca del cibo, in particolare di carboidrati» spiega.

«Infatti è quasi del tutto fisiologico ricercare cibi ricchi di zuccheri quando l’umore è basso, ma bisogna fare attenzione perché introdurre carboidrati ad alto indice glicemico, in eccesso, può creare insulino-resistenza, ovvero una condizione in cui le cellule dell’organismo sono incapaci di rispondere all’ormone insulina, causando una permanenza maggiore del glucosio nel sangue, con conseguente aumento della glicemia ematica. Un problema collegato a filo diretto con il diabete di tipo II»

Ma qual è quindi la dieta ideale di una giornata tipo per aumentare il buon umore senza incorrere in altri rischi?

«A colazione l’ideale è optare per un tè o una tisana con frutta secca, come le noci, ricche di acido folico, un elemento che facilita la trasformazione del triptofano in serotonina, oppure l’avena, preziosa fonte di zinco» spiega la specialista del Centro di Ricerca, Cerifos.

«A pranzo meglio prediligere cereali integrali o legumi, accompagnati da una porzione di verdure, come ad esempio gli spinaci, soprattutto se ci si sente giù di tono. Per la cena il consiglio è, invece, di fare un bel pieno di vitamina B6, contenuta, ad esempio, nei semi di girasole o nell’avocado (ottimo per contenere l’emotività e gli sbalzi di umore), ma anche di omega 3, portando in tavola il pesce azzurro, e di altra verdura, come la zucca.

Dopo cena, infine, ci si può concedere anche un pezzetto di cioccolato amaro, che sicuramente non guasta all’umore e neanche nuoce alla salute» suggerisce la dottoressa D’Amico.

Semaforo verde anche per gli spuntini di frutta, a metà mattina e durante il pomeriggio. Tra gli altri, sono ideali la mela e l’ananas.

Infine, non far mancare la pappa reale, utilissima per mettere a tacere l’umor nero: «È un’eccellente ricostituente, svolge un’azione destressante sul sistema nervoso e riequilibrante la pressione arteriosa, ha effetti antidepressivi e accelera la guarigione dalle malattie». «Un vero toccasana per riportare il buonumore».

Dott.ssa Tiziana D’Amico

NUTRIZIONE

NUTRIZIONE
dieta, nutrizionista

Il nostro corpo, bilancio energetico tra ENTRATE ⇧ e USCITE ⇩

L’energia introdotta con gli alimenti è utilizzata sia durante il riposo sia durante un’attività fisica. Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, l’eccesso si accumula nel corpo sotto forma di grasso da riutilizzare in caso di richiesta energica e mancanza di alimenti introdotti.

Il ruolo fondamentale lo gioca il metabolismo ovvero la capacità di bruciare energia che è variabile da persona a persona.

Pur introducendo la stessa quantità di energia con la dieta e avendo uno stile di vita simile, una persona può tendere ad ingrassare e un’altra no. Questo non dipende solo da fattori ormonali, ma anche dall’assorbimento intestinale, dalla digestione, dalla conformazione delle cellule dell’individuo e dalle infiammazioni che possono creare un vero e proprio blocco istaminico.

Quantità eccessive di grasso rappresentano un pericolo per la salute e l’insorgenza di patologie.

Malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, alcuni tipi di cancro, insufficienze respiratorie e conseguenze meccaniche dovute al sovraccarico delle articolazioni (colonna vertebrale, ginocchia, anche, ecc…) possono essere il risultato di una cattiva alimentazione.

È sempre più evidente e dimostrato come il peso agisca sulla qualità della vita e sulla salute fisica e mentale.

Nel mondo è obeso 1 adulto su 10, un dato che è raddoppiato solo negli ultimi 30 anni, aumentando così il fattore di rischio per malattie cardiovascolari, diabete e tumori. Non sempre però in una dieta serve eliminare del tutto un alimento o un suo derivato.

Bisogna soprattutto seguire un corretto regime alimentare ogni giorno per avere le difese e le forze per depurare da subito il corpo da quella “frittura di paranza o da quella cotoletta di maiale che amiamo tanto” senza che questi ci causino del male.

dNa Milano ha plasmato un metodo innovativo e attraverso costanti studi e numerose ricerche nel settore Nutrizione svolte dai Biologi Nutrizionisti, con il supporto dei Medici presenti in sede, si prodiga ogni giorno per la Salute dei pazienti intenti a risolvere qualunque problematica relativa ad una scorretta alimentazione.

Le aree di intervento per la Nutrizione sono diverse ed oltre all’aspetto legato al semplice dimagrimento, dNa Milano ha sviluppato 4 aree: Nutrizione per patologie, Nutrizione sportiva, Nutrizione in gravidanza, Nutrizione pediatrica e svezzamento.

LE AREE

NUTRIZIONE PER PATOLOGIE

Con il passare degli anni dati statistici dimostrano come le patologie a cui facilmente può far fronte l’uomo siano aumentate. Con l’avvento dei social networks e della facile ricerca in rete, numerose sono le informazioni – di cui troppe discordanti – in grado di creare confusione e fare danni. La letteratura scientifica ha dimostrato come la corretta alimentazione può a volte giocare un ruolo fondamentale nel fornire un supporto alla medicina tradizionale nella prevenzione e nella guarigione di molte malattie purché seguita da uno specialista in Nutrizione.

NUTRIZIONE SPORTIVA

Le attività sportive sono sia qualitativamente che quantitativamente molto diverse e di conseguenza richiedono fabbisogni energetici e di nutrienti molto diversi fra loro. Quando una persona decide di iniziare a praticare una determinata attività sportiva è necessario che fornisca al suo organismo maggiore energia oltre a quella normalmente utilizzata per il metabolismo basale, la termoregolazione, l’accrescimento o il mantenimento plastico dei tessuti o per il lavoro muscolare. Il compito del nutrizionista sportivo è quello di studiare, tramite la Bioimpedenziometria, la composizione corporea dell’atleta, la sua variazione durante lo stress muscolare e adattare il suo piano alimentare per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

NUTRIZIONE IN GRAVIDANZA

Il principale ruolo di una madre è quello di nutrire, crescere e condurre il proprio figlio verso una vita migliore. Ecco perché l’essere mamma diventa quasi un dovere di ogni donna e richiede delle particolari ed attente regole. Negli ultimi anni, L’OMS ha sottolineato infatti, l’importanza del benessere psico-fisico della madre prima durante e dopo il parto. Per questi motivi, e non solo, dNa Milano promuove da tempo l’importanza di una sana nutrizione (non dieta) in tutto il periodo gestazionale.

NUTRIZIONE PEDIATRICA E SVEZZAMENTO

Lo svezzamento e la nutrizione in età pediatrica sono due fasi estremamente importanti per il bambino, ma ancora di più per la mamma, la quale senza volerlo, rischia di trasmettere ansie e fare errori solo per una sorta di carico emozionale o bombardamento di informazioni, a volte contrastanti. Prima di concentrarsi sulla scelta del cibo per il bambino, occorre porre l’attenzione sui tempi e sui modi di somministrazione e per questo motivo dNa Milano organizza corsi collettivi o colloqui personali con analisi della familiarità e delle abitudini per meglio gestire questa fase molto delicata nella vita dei futuri abitanti del mondo.
TABELLE ALIMENTARI INRAN e PORZIONI STANDARD S.I.N.U.
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Uova di gallina, tuorlo, in polvere2800
Uova di tacchina, tuorlo2397
Uova di anatra, tuorlo2110
Uova di gallina, intero, in polvere1600
Uova di gallina, tuorlo1337
Uova di gallina, tuorlo, cotto in camicia1337
Uova di gallina, tuorlo, congelato1270
Fegato di pollo, cotto746
Fegato di tacchino, cotto599
Olio di fegato di merluzzo570
Fegato di pollo crudo555
Animelle di bovino, cotte466
Cefalo muggine, uova [bottarga]440
Fegato di tacchino crudo435
Uova di gallina, intero, cotto a frittata o strapazzato411
Rene di suino410
Fegato di bovino, cotto385
Rene di bovino375
Uova di gallina, intero371
Uova di gallina, intero, cotto alla coque o sodo371
Uova di gallina, intero, congelato370
Fegato di suino, cotto290
Cuore di bovino, cotto274
Fegato di suino, crudo260
Burro250
Animelle di bovino crude250
Cuore di tacchino, cotto238
Cuore di pollo, cotto231
Lingua di bovino, cotta211
Tacchino intero, con pelle crudo195
Fegato di bovino191
Salsiccia di fegato184
Cuore di pollo crudo170
Patè di fegato169
Cuore di tacchino crudo150
Ostrica150
Gamberi, freschi150
Gamberi, sgusciati, surgelati150
Cuore di bovino150
Sardine, sott’olio, sgocciolate140
Cozza o mitilo121
Sardine, sott’olio120
Pollo intero con pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]119
Acciuga o alice, sotto sale119
Lingua di bovino cruda119
Agnello, coscio, cotto [tessuto muscolare privato del grasso visibile, cotto in forno senza aggiunta di grassi e di sale]116
Acciuga o alice, sott’olio114
Tacchino, fuso, con pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]110
Aringa, sotto sale110
Agnello cotto [tessuto muscolare privato del grasso visibile]110
Molluschi110
Latte di vacca in polvere, intero109
Pollo intero senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]109
Grana109
Tacchino, sovracoscio, senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]108
Tacchino, fuso, senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]107
Agnello, costoletta, cotta [tessuto muscolare privato del grasso visibile, cotta in forno senza aggiunta di grassi e di sale]104
Granchio, in scatola101
Vitello, filetto, cotto [saltato in padella senza aggiunta di grassi e di sale]99
Salame cacciatore99
Faraona, coscio, senza pelle, cotto [allo spiedo senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]99
Cotechino, confezionato precotto [bollito per 20 min. dentro la confezione e scolato dal liquido prodotto con la cottura]98
Pollo, carne, pelle e rigaglie98
Brie98
Aringa, marinata97
Coppa Parma96
Zampone, confezionato precotto [bollito per 20’ dentro la confezione e scolato dal liquido prodotto con la cottura]95
Lardo95
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Milza di bovino42
Fegato di suino, crudo18
Tè (foglie)15.2
Corvina14.4
Cacao amaro in polvere14.3
Crusca di frumento12.9
Fegato di ovino12.6
Storione, uova [caviale]11.8
Pepe nero11.2
Germe di frumento [composizione media fra germe di frumento duro e tenero]10
Menta9.5
Fegato di equino9
Fagioli -Borlotti secchi crudi9
Fegato di bovino8.8
Fagioli -Cannellini secchi crudi8.8
Fagioli, dall’occhio secchi8.8
Rosmarino8.5
Rene di bovino8
Lenticchie secche crude8
Fagioli crudi8
Radicchio verde7.8
Pistacchi7.3
Soia secca6.9
Farina di soia6.9
Polmone di bovino6.7
Ceci secchi crudi6.4
Uova di gallina, intero, in polvere6.3
Ostrica6
Rana6
Pesche, secche6
Anacardi6
Cozza o mitilo5.8
Muesli5.6
Mormora5.6
Basilico5.5
Scorfano5.5
Lupini, ammollati5.5
Albicocche, disidratate5.3
Salsiccia di fegato5.3
Cuore di suino5.3
Fiocchi d’avena5.2
Rughetta o rucola5.2
Albicocche, secche5
Cioccolato fondente5
Fave secche sgusciate crude5
Cuore di equino5
Cuore di ovino5
Uova di gallina, tuorlo4.9
Lievito di birra, compresso4.9
Cuore di bovino4.6
Piselli secchi4.5
Patè di pollo4.5
Pagello4.3
Salpa4.3
Salsiccia di suino, secca4.3
Occhiata4.2
Farina d’avena4.2
Patè di coniglio4.2
Prezzemolo4.2
Spigola4.1
Patè di fegato4.1
Caffe’ tostato4.1
Boga4.1
Pagello bocca d’oro4
Trippa di bovino4
Feijoa4
Grano saraceno4
Salsiccia di suino, fresca, cotta, saltata in padella senza aggiunta di grassi e di sale4
Prugne secche3.9
Cavallo3.9
Fette biscottate3.8
Patè di prosciutto3.8
Pesce gatto3.7
Cocco, essiccato3.6
Frumento duro3.6
Cervello di bovino3.6
Crema di nocciole e cacao3.6
Cocco, essiccato3.6
Olive da tavola conservate3.5
Tartufo nero3.5
Arachidi, tostate3.5
Torrone alla mandorla3.5
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Crusca di frumento42.4
Biscotti integrali arricchiti con fibra28
Carrube23.1
Fave secche crude21.1
Fagioli -Cannellini secchi crudi17.6
Fagioli crudi17.5
Fagioli -Borlotti secchi crudi17.3
Piselli secchi15.7
Pop corn15.1
Farina di segale14.3
Fichi, seccati al forno e mandorlati14
Passiflora13.9
Lenticchie secche crude13.8
Castagne, secche13.8
Cocco, essiccato13.7
Ceci secchi crudi13.6
Fichi, secchi13
Fagioli, dall’occhio secchi12.7
Mandorle dolci, secche12.7
Snack di frutta pressata12.6
Mele, disidratate12.5
Soia secca11.9
Farina di soia11.2
Arachidi, tostate10.9
Pistacchi10.6
Frumento duro9.8
Frumento tenero9.7
Noci pecan9.4
Orzo perlato9.2
Datteri, secchi8.7
Farina di frumento integrale8.4
Tartufo nero8.4
Semi di zucca secchi8.4
Prugne secche8.4
Lenticchie secche, cotte [bollite in acqua distillata senza aggiunta di sale e scolate]8.3
Castagne, arrostite8.3
Fiocchi d’avena8.3
Nocciole, secche8.1
Cioccolato fondente8
Macadamia8
Carciofi, cotti [bolliti in acqua distillata senza aggiunta di sale]7.9
Fagioli, cotti [bolliti in acqua distillata senza aggiunta di sale e scolati]7.8
Fagioli -Cannellini secchi, cotti [bolliti in acqua distillata senza aggiunta di sale e scolati]7.8
Farina d’avena7.6
Lamponi7.4
Fave secche sgusciate, cotte [bollite in acqua distillata senza aggiunta di sale e scolate]7.3
Crackers con crusca7.1
Fave secche sgusciate crude7
Fagioli -Borlotti secchi, cotti [bolliti in acqua distillata senza aggiunta di sale e scolati]6.9
Lievito di birra, compresso6.9
Farro6.8
Cereali da colazione per bambini6.5
Feijoa6.5
Pane di tipo integrale6.5
Pasta di semola, integrale cruda6.4
Piselli freschi, cotti [saltati in padella senza aggiunta di grassi e di sale]6.4
Muesli6.4
Piselli freschi crudi6.3
Piselli surgelati6.3
Noci, secche6.2
Pappa per bambini alle verdure6.1
Grano saraceno6
Biscotti integrali6
Fave fresche, cotte [saltate in padella senza aggiunta di grassi e di sale]5.9
Mele cotogne5.9
Ceci secchi, cotti [bolliti in acqua distillata senza aggiunta di sale e scolati]5.8
Ceci in scatola, scolati5.7
Fagioli -Borlotti in scatola, scolati5.5
Carciofi crudi5.5
Fette biscottate integrali5.4
Castagne, bollite5.4
Guava5.4
Uva, secca5.2
Biscotti con crusca5.2
Cavoli di bruxelles, cotti [bolliti in acqua distillata senza aggiunta di sale]5.1
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Zucchero, saccarosio104.5
Mele, disidratate92.2
Caramelle dure91.6
Pesche, disidratate88
Albicocche, disidratate84.6
Miele80.3
Pere, candite75.9
Canditi [ciliegie, scorzette di frutta, frutti ghiacciati]75
Fichi, canditi73.7
Uva, secca72
Lenti colorate ripiene di cioccolato70.8
Caramelle tipo “mou”70
Gomme da masticare, lastrine e confetti70
Pesche, secche68.3
Albicocche, secche66.5
Ciliege, candite66.4
Datteri, secchi63.1
Marmellate, normali e tipo frutta viva58.7
Fichi, seccati al forno e mandorlati58.2
Crema di nocciole e cacao58.1
Fichi, secchi58
Latte di vacca, condensato zuccherato56.5
Latte di vacca in polvere, scremato56.2
Prugne secche55
Pasta di mandorle54.6
Barretta al cocco ricoperta di cioccolato53.7
Torrone alla mandorla52
Cioccolato al latte50.5
Latte di vacca in polvere, parzialmente scremato50.2
Cioccolato fondente49.7
Carrube48.9
Cioccolato al latte con nocciole48.6
Wafer ricoperto di cioccolato46.8
Merendine, con marmellata46.5
Merendine, farcite di latte45.7
Latte di vacca in polvere, intero42
Savoiardi39.3
Gelato confezionato- ghiacciolo all’arancio36.5
Crostata con crema al cacao36.1
Biscotti per l’infanzia35.7
Merendine, tipo pasta frolla35.2
Merendine, tipo pan di spagna34.9
Gelato confezionato- sorbetto al limone, in vaschetta34.2
Torta margherita34.1
Gelato confezionato- stracciatella, in vaschetta31.5
Liquori da dessert31.1
Biscotti integrali28.8
Crostata con marmellata di albicocche, tipo industriale28.4
Gelato confezionato- panna ricoperta di cioccolato fondente28.2
Marsala tipico28
Gelato confezionato- panna, in vaschetta27.2
Biscotti wafers26.7
Muesli26.2
Pane al malto26.1
Gelato confezionato- vaniglia, in vaschetta25.7
Gelato confezionato- cacao, in vaschetta25.3
Gelato confezionato- nocciola, in vaschetta25.2
Peperoni, cotti [saltati in padella senza aggiunta di grassi e di sale]24.3
Gelato confezionato- caffè, in vaschetta23.9
Cipolle, cotte [bollite in acqua distillata senza aggiunta di sale]23.6
Salsa tomato ketchup22.9
Panettone22.9
Cipolline, cotte [bollite in acqua distillata senza aggiunta di sale]22.6
Merendine, tipo briosche22.5
Biscotti frollini22
Gelato confezionato- fior di latte, ricoperto di sorbetto alla fragola21.3
Gelato confezionato- fior di latte, in vaschetta20.7
Pomodori, conserva20.4
Biscotti secchi18.5
Baba’ al rhum18.5
Carote, cotte [bollite in acqua distillata senza aggiunta di sale]18.3
Mandarini17.6
Uva, succo, in cartone17.3
Litchi17.2
Aperitivi a base di vino17
Ananas, sciroppato16.6
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Olio di girasole99.9
Olio di mais99.9
Olio di fegato di merluzzo99.9
Olio di mandorle dolci99.9
Olio di palma99.9
Olio di sesamo99.9
Olio di soia99.9
Olio di vinacciolo99.9
Olii vegetali [oliva, soia, mais ecc.]99.9
Olio di oliva99.9
Olio di oliva extra vergine99.9
Olio di arachide99.9
Olio di cocco99.9
Olio di colza99.9
Olio di germe di grano99.9
Strutto o sugna99
Lardo99
Sego di bue96.5
Margarina -100% vegetale84
Margarina -2/3 di grassi animali, 1/3 di grassi vegetali84
Burro83.4
Macadamia76
Noci pecan71.8
Maionese70
Noci, secche68.1
Nocciole, secche64.1
Cocco, essiccato62
Noci57.7
Pistacchi56.1
Mandorle dolci, secche55.3
Burro d’arachidi53.7
Pinoli50.3
Arachidi, tostate50
Salsiccia di suino, secca47.3
Mascarpone47
Burrini47
Anacardi46
Cotechino, confezionato precotto42.3
Salsiccia di fegato41.2
Capocollo40.2
Ciccioli40
Butirro calabro37.8
Mortadella di bovino e suino37
Cioccolato al latte con nocciole36.9
Latteria [formaggio tipico del Veneto]36.4
Uova di gallina, intero, in polvere36.4
Cioccolato al latte36.3
Cocco35
Panna o crema di latte35
Oca34.4
Salame Fabriano34.3
Patè di prosciutto34.3
Salame cacciatore34
Salame ungherese34
Cioccolato fondente33.6
Pecorino siciliano33.6
Coppa Parma33.5
Pecorino romano33.1
Crema di nocciole e cacao32.4
Patè di coniglio32.2
Pecorino32
Patè di fegato31.7
Zampone, confezionato precotto31.6
Salame Milano31.1
Caciocavallo31.1
Cheddar31
Formaggio cremoso spalmabile31
Caciotta mista31
Emmenthal30.6
Salame Brianza30.5
Formaggio molle da tavola30.2
Patatine fritte, in busta29.6
Caciotta toscana29.6
Uova di gallina, tuorlo29.1
Uova di gallina, tuorlo, congelato29.1
Groviera29
Anguilla d’allevamento, filetti28.9
Salame nostrano28.5
Caciottina mista28.5
Provolone28.2
Mortadella28.1
Pancetta tesa28.1
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Soia, isolato proteico86.5
Melù o pesce molo, stoccafisso secco80.1
Uova di gallina, intero, in polvere51.9
Ciccioli40.8
Vitello, filetto, cotto [saltato in padella senza aggiunta di grassi e di sale]38.6
Caciocavallo37.7
Soia secca36.9
Farina di soia36.8
Agnello cotto [tessuto muscolare privato del grasso visibile]35.6
Cefalo muggine, uova [bottarga]35.5
Faraona, coscio, senza pelle, cotto [allo spiedo senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]34.4
Parmigiano33.5
Latte di vacca in polvere, scremato33.1
Grana33
Sardine fritte32.3
Bresaola32
Pinoli31.9
Pollo, ala con pelle, cotta [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]31.7
Pollo, fuso con pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]31.2
Agnello, coscio, cotto [tessuto muscolare privato del grasso visibile, cotto in forno senza aggiunta di grassi e di sale]31.1
Latteria [formaggio tipico del Veneto]30.7
Faraona, petto, senza pelle, cotto [allo spiedo senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]30.7
Groviera30.6
Salame Felino30.5
Tacchino, sovracoscio, senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]30.2
Pollo, petto, cotto [saltato in padella senza aggiunta di grassi e di sale]30.2
Maiale, leggero, bistecca, cotta [saltata in padella senza aggiunta di grassi e di sale]30.1
Pollo, fuso senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]29.9
Tacchino, fesa, cotta [saltata in padella senza aggiunta di grassi e di sale29.6
Prosciutto crudo, disossato, magro [privato del grasso visibile]29.3
Arachidi, tostate29
Merluzzo o nasello, baccala’ secco29
Pecorino siciliano28.9
Pollo intero senza pelle, cotto [arrosto di rosticceria]28.9
Latte di vacca in polvere, parzialmente scremato28.8
Agnello, costoletta, cotta [tessuto muscolare privato del grasso visibile, cotta in forno senza aggiunta di grassi e di sale]28.7
Salame cacciatore28.5
Emmenthal28.5
Pollo, sovracoscio senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]28.3
Pollo intero con pelle, cotto [arrosto di rosticceria]28.3
Prosciutto crudo San Daniele28.3
Speck28.3
Provolone28.1
Tacchino, fuso, senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]28
Germe di frumento [composizione media fra germe di frumento duro e tenero]28
Pollo intero senza pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]27.9
Coniglio intero, cotto27.9
Caciotta romana di pecora27.7
Prosciutto crudo di Parma, magro [privato del grasso visibile]27.5
Salame nostrano27.3
Fave secche sgusciate, crude27.2
Pollo intero con pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]27.1
Caciottina mista26.9
Storione, uova [caviale]26.9
Prosciutto crudo, disossato26.9
Prosciutto crudo San Daniele, magro [privato del grasso visibile]26.8
Trota, surgelata, cotta [in forno a microonde senza aggiunta di acqua e di sale]26.7
Pollo, sovracoscio con pelle, cotto [in forno senza aggiunta di grassi e di sale e scolato dal grasso prodotto con la cottura]26.7
Salame Milano26.7
ALIMENTOCOLESTEROLO
(MG/100 G P.E.)
Soia, salsa5720
Minestrone liofilizzato5600
Prosciutto crudo di Parma2578
Prosciutto crudo, disossato, magro [privato del grasso visibile]2440
Prosciutto crudo, disossato2238
Storione, uova [caviale]2200
Salmone, affumicato1880
Salame Brianza1827
Pecorino1800
Salame Felino1697
Salame Napoli1693
Pancetta magretta1686
Salame Fabriano1683
Salame nostrano1633
Bresaola1597
Speck1557
Coppa Parma1524
Salame ungherese1504
Salame cacciatore1498
Salame Milano1497
Feta1440
Salsiccia di suino, fresca, cotta, saltata in padella senza aggiunta di grassi e di sale1273
Cotechino, confezionato precotto1138
Salsa tomato ketchup1120
Salsiccia di suino, fresca cruda1100
Cornflakes1100
Patatine fritte, in busta1070
Aringa, marinata1030
Pancetta tesa1016
Corned beef, in scatola1000
Formaggino1000
Formaggino, meno grasso1000
Wurstel, cotto [saltato in padella senza aggiunta di grassi e di sale]930
Cotechino, confezionato precotto [bollito per 20 min. dentro la confezione e scolato dal liquido prodotto con la cottura]875
Taleggio873
Provolone860
Salsiccia di fegato810
Margarina -100% vegetale800
Wurstel crudo793
Patè di fegato790
Pizza bianca789
Pizza con pomodoro775
Zampone, confezionato precotto762
Prosciutto cotto, magro [privato del grasso visibile]726
Brie700
Grana700
Zampone, confezionato precotto [bollito per 20’ dentro la confezione e scolato dal liquido prodotto con la cottura]699
Carne bovina pressata, in scatola697
Fontina686
Carne bovina in gelatina, in scatola656
Camembert650
Prosciutto cotto648
Cheddar610
Parmigiano600
Gorgonzola600
Pane di segale580
Uova di gallina, intero, in polvere573
Granchio, in scatola550
Latte di vacca in polvere, scremato550
Salmone, in salamoia540
Caciotta toscana514
Ostrica510
Mortadella506
Melù o pesce molo, stoccafisso secco500
Acciuga o alice, sott’olio480
Minestre in scatola, crema di pollo460
Panini al latte460
Pecorino siciliano450
Emmenthal450
Latte di vacca in polvere, intero440
Minestre in scatola, crema di cipolle438
Fagioli -Cannellini in scatola, scolati431
Biscotti secchi410
Minestre in scatola, crema di asparagi410
Pangrattato400
Minestre in scatola, crema di funghi398
Minestre in scatola, crema di pomodori396
Croissants390
Con il termine ipercolesterolemia si indica un livello di colesterolo totale nel sangue più alto di quello raccomandato dalla American Heart Association (200 mg/dl).

Il colesterolo totale, a sua volta, può essere distinto in colesterolo-HDL e colesterolo-LDL. Il colesterolo-HDL è considerato “buono” in quanto livelli più alti sono stati correlati con un rischio ridotto di malattie cardiovascolari. Un livello elevato di colesterolo-LDL (colesterolo “cattivo”), invece, è un forte fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Il consumo di una dieta in grado di apportare la quantità necessaria di energia e nutrienti è essenziale per mantenere la salute e prevenire o ritardare l’insorgenza di malattie cronicodegenerative. Ecco alcuni consigli utili da seguire:

Consumare 5 o più porzioni di frutta e verdura al giorno (porzioni identificate dai LARN: per insalata = 50 gr; ortaggi = 250 gr a crudo; frutta = 150 gr).
Consumare 6 o più porzioni di cereali (inclusi quelli integrali) al giorno (porzioni identificate dai LARN: per pane e prodotti da forno = 50 gr; pasta o riso = 80 gr a crudo).
Limitare il consumo di zuccheri semplici (dolci, bevande zuccherate, caramelle).

Dott.ssa Samantha di Geso

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Dott.ssa Daniela De Palma

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CATTIVE ABITUDINI ALIMENTARI: DALLE ORIGINI AD OGGI…DESTINAZIONE SOVRAPPESO!

Alimentazione “naturale”

Vi siete mai chiesti come mangiava l’uomo primitivo? Cosa si mangiasse prima, quando non esistevano cotolette, merendine, biscotti e pizze?

uomoOggi sentiamo parlare di tante diete in circolazione: vegetariana, vegana, fruttariana, crudista, macrobiotica, carnivora ecc…  Ma per natura come dovremmo mangiare noi esseri umani?

L’uomo – come confermato da aspetti anatomici, morfologici e fisiologici – sembra essersi evoluto privilegiando una dieta onnivora (che comprende alimenti di origine animale e vegetale, cotti o crudi che siano).

A dimostrazione della nostra natura onnivora abbiamo:

  • la tipica dentatura eterodonte, ovvero con caratteristiche intermedie tra erbivori e carnivori, tipica di tutti i mammiferi;
  • lunghezza del tubo digerente a metà strada tra quello tipico di un carnivoro e di un erbivoro: in termini di lunghezza siamo più simili ai carnivori, in termini di superficie di assorbimento siamo più simili agli erbivori;
  • i nostri fabbisogni essenziali necessitano di sostanze presenti sia in alimenti di origine animale sia vegetale: sali minerali, vitamine, aminoacidi, acidi grassi ecc…

Ma allora… com’è possibile che alcuni mammiferi, addirittura primati come noi (es. il Gorilla), riescano a sopravvivere con un regime vegetariano?

La risposta è molto semplice… tutti gli onnivori tendono a seguire un regime vegetariano, perché è più facile procurarsi cibo vegetale, poiché quello di origine animale è difficile da procurare e, al giorno d’oggi,  ha un costo ambientale e di mercato più elevato.  Noi stessi tendiamo a consumare più pasta e pane, rispetto alla carne e al pesce.

Il caso del gorilla è stato preso di mira negli ultimi anni poiché usato come principio di base della DIETA VEGETARIANA; tuttavia dimentichiamo che il gorilla ha scelto, per comodità possiamo dire, di seguire un regime vegetariano-ENTOMOFAGO, ovvero basato sì sul consumo di vegetali ma anche sul consumo di insetti, che sono un’ottima fonte di proteine animali!

Evoluzione del comportamento alimentare

Si pensa che nel Paleolitico l’uomo fosse prevalentemente RACCOGLITORE (ovvero si nutrisse di frutti, semi, bacche, insetti, molluschi che raccoglieva), poiché non possedeva gli strumenti adatti per cacciare. Fu solo verso la fine del  Paleolitico che l’attività di caccia da parte dell’uomo aumentò.

p75-3Nel Mesolitico cominciarono le prime forme di DOMESTICAZIONE e COLTIVAZIONE, le quali hanno determinato molti cambiamenti nella storia evolutiva dell’uomo, alcuni vantaggiosi e altri svantaggiosi:

  • cambia la qualità della carne e dei vegetali: da carne di selvaggina (povera di grassi saturi e ricca di grassi essenziali) a carne di allevamento (ricca di grassi saturi); allo stesso modo, da piante selvatiche a foglie verde (ricche di fibre e minerali) a “cereali” (poveri di minerali e fibre, ricchi invece di amido e zuccheri);
  • cambia lo stile di vita: da nomade, l’uomo diventa stanziale, cosa che facilita l’aumento della popolazione, dunque nuclei familiari più grandi;
  • per conservare i cibi coltivati/allevati l’uomo ricorre sempre più spesso alla cottura e, soprattutto, alla salatura. Comincia così nel neolitico la produzione di sale come mezzo di conservazione degli alimenti, cosa che nel tempo abituerà l’uomo al consumo di cibi sempre più salati.

Nel Neolitico si affermarono principalmente le coltivazioni di cereali, con un conseguente aumento del consumo di questi a discapito della carne. Questo si ripercosse inevitabilmente sulla salute dell’uomo poiché una dieta basata solo sui cereali ha molti svantaggi: è carente in aminoacidi essenziali, alcuni minerali e alcune vitamine. Nascono così le prime patologie da “carenza nutrizionale”.

Arriviamo all’età delle civiltà storiche:

Gli antichi Egizi basavano la loro alimentazione principalmente sulla coltivazione dei cereali (farro, frumento, orzo), sulla pesca e sull’allevamento di bestiame.

imageGreci e Romani seguivano invece un’alimentazione di origine vegetale (farro, frumento, orzo, pane), con proteine derivanti esclusivamente dall’attività di pesca. E’ in questo periodo che nasce il concetto di DIETA MEDITERRANEA, ovvero una dieta basata su cereali integrali e vegetali a foglia verde, con consumo raro di pesce, carne e altri derivati animali. Da attribuire alla civiltà romana è anche la nascita della “cultura culinaria”, contrapposta alla frugalità dei greci (ovvero alla moderazione nel cibo): diventa importante il modo e l’aspetto estetico di ciò che si mangia, dunque nascono le prime figure di cuochi professionisti e le prime ricette, usate soprattutto nei banchetti a cui partecipavano i nobili.

Le abitudini alimentari negli ultimi due secoli sono cambiate molto, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo: cambia infatti l’introito calorico e il rapporto grassi/proteine/carboidrati:

  • 1700-1800: alimentazione basata riso, mais e patate, ovvero su cereali raffinati e carboidrati ad alto indice glicemico. Il rapporto carboidrati/proteine/grassi è fortemente sbilanciato verso i carboidrati (75:11:14).
  • 1800-1900: stesse proporzioni tra carboidrati/proteine/grassi , ma aumentano le quantità (poiché aumenta la disponibilità di cereali e farine) quindi c’è un progressivo aumento dell’introito calorico giornaliero.
  • 1900-Oggi: l’introito calorico giornaliero complessivamente diminuisce (poiché si passa ad uno stile di vita sedentario e si ha meno bisogno di mangiare), tuttavia con l’affermarsi dell’era industriale la qualità del cibo subisce un cambiamento in NEGATIVO, caratterizzato da un’elevata presenza di grassi nocivi e farine raffinate e prive di nutrimento. Il rapporto carb/prot/grassi si sposta verso i grassi (44:14:42).

Se confrontiamo quindi l’alimentazione nel paleolitico e al giorno d’oggi vediamo che nel paleolitico si consumavano più proteine e meno grassi saturi (attività di caccia VS allevamenti intensivi); l’apporto di vitamine e oligoelementi derivanti dalla dieta era maggiore (cereali integrali VS cereali raffinati); si assumevano meno zuccheri semplici e sale e, infine, si assumevano molte più fibre.

Perché siamo continuamente minacciati dall’obesità?

nutrizionista milano, dietologo milano, dietaL’avvento della domesticazione (sia animale che vegetale) è da ritenere uno dei più importanti progressi dell’uomo negli ultimi 13.000 anni, poiché ha incrementato la disponibilità delle risorse alimentari consentendo così l’aumento demografico e i processi di civilizzazione. Tuttavia, l’aumento demografico ha implicato a sua volta un maggior fabbisogno di risorse alimentari, determinando quindi  la necessità di produrre carne e cereali in modo “intensivo”: nascono così gli allevamenti intensivi e le industrie alimentari, il cui scopo è quello di produrre “tanto cibo e a basso costo” a discapito della qualità.

Nel tempo si sono create quindi abitudini scorrette a causa della qualità degli alimenti in commercio, facendo sì che nel carrello della spesa finissero cereali sempre più raffinati (privi di fibre, minerali e vitamine), carni sempre più ricche di grassi saturi e cibi prodotti a livello industriale, ovvero a partire da materie prime di bassa qualità e ricche di conservanti/coloranti (e altre sostanze nocive per l’organismo).

A questo si aggiungono le innovazioni dell’arte culinaria, oggi in continua evoluzione, con le quali si va alla ricerca di cibi sempre più invitanti e appetibili seppur poco nutrienti, ricorrendo spesso all’utilizzo di prodotti forniti dall’industria chimica (es. sciroppo di glucosio, fecola di patate, zucchero invertito, grassi idrogenati e non, margarine, agenti lievitanti, lieviti chimici ecc…).

happy_hourAggiungiamo anche le mode cittadine degli happy hour, degli aperitivi e dei giropizza… tanto cibo a basso costo! Il tutto contornato da una buona dose di alcol per dare il colpo di grazia!

Che dire… nel giro di “pochi” anni (in termini di evoluzione) siamo stati proiettati in un mondo completamente opposto, dove la disponibilità di cibo è aumentata e non sappiamo più di che natura è il cibo che mangiamo: del chicco rimane solo lo zucchero perché più buono; della carne apprezziamo più il grasso che il sapore del magro (l’hamburger e i salumi si, la fettina magra no);  la verdura è buona solo soffritta (dunque condita con grassi resi tossici); il pesce se non è fritto puzza; il formaggio non è più un’alternativa alla carne ma un fine pasto;  il menù bambini, che dovrebbe essere il più nutriente, prevede pasta al pomodoro, cotoletta e patatine fritte.

Tuttavia il nostro genoma è lo stesso di 10.000 anni fa, quando dovevamo correre 40.000 km al giorno per accaparrarci cibo e quando le farine non erano ancora bianche.

Se poi ci aggiungiamo il fatto che nel corso di questi anni vi sono stati periodi di carestia che ci hanno selezionati in base alla capacità di accumulare grasso di riserva, possiamo dire che la destinazione è una sola: OBESITA’.

Conseguenze e patologie correlate

Oltre ad un aumento di peso, la cattiva alimentazione a cui siamo oggi “abituati” implica importanti (o gravi!) conseguenze sulla salute: alcune sono immediate (brufoli, dissenteria, stitichezza, gonfiore ecc…), altre rimangono silenziose e si manifestano con il passare degli anni (stanchezza, mal di testa, cellulite, colon irritabile, polipi intestinali, steatosi epatica, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete T2), coinvolgendo anche organi che non “sembrano” coinvolti (cisti ovariche, polipi uterini, perdita di capelli, dermatiti, edemi), per sfociare poi in quella categoria di PATOLOGIE INFIAMMATORIE che oggi temiamo tutti… artrosi, osteoporosi, fibromialgia, morbo di Parkinson/ Alzheimer  e tumori di varia natura.

Conclusione

Sorge spontanea una domanda… perché non si fa nulla per impedire tutto questo?

Gli interessi economici in gioco non facilitano uno scambio di informazioni onesto, né ricerche scientifiche coerenti, al punto che la maggior parte delle notizie riportate dalla stampa sono spesso controverse e confuse. Questo influenza enormemente le nostre scelte alimentarie, le quali finiscono dunque per essere dettate non da oggettività e razionalità ma da soldi e guadagni economici.

L’arma per combattere questo enorme vortice sta interamente nelle nostre mani: non possiamo sperare che le leggi del mercato cambino, dobbiamo agire noi per primi e INFORMARCI (prestando molta attenzione alla fonte di informazione), in modo da saper orientare le nostre scelte in maniera consapevole e non cadere in trappole promozionali, il cui scopo è solo un guadagno economico.

Il singolo non può cambiare il mondo, ma può cambiare se stesso!

Dott.ssa Elena Ariosto