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stanchezzaLa stanchezza cronica è un problema molto frequente e diffuso: succede spesso di sentirsi svogliati, stanchi, a volte addirittura spossati, senza un motivo ben preciso. È come se improvvisamente ed inspiegabilmente il nostro serbatoio di energia vitale si fosse svuotato, lasciandoci prostrati ed impotenti.

Spesso siamo tentati di liquidare questi segnali attribuendoli in modo scontato allo “stress della vita moderna”.  Ebbene sono qui per dirvi di non sottovalutarli, anzi di prenderli in seria considerazione, perché, se persistenti, questi sintomi, possono diventare una vera e propria patologia, la “sindrome da stanchezza cronica” o CFS (Chronic Fatigue Syndrome).

Secondo la PNEI (Psico-neuro-endocrino-immunologia) è necessario riequilibrare il sistema nervoso, ormonale, immunitario, tenendo conto anche della personalità e della psiche dell’individuo. Lo stato emotivo di un soggetto ed il suo livello energetico sono determinati dall’autoconsiderazione e dallo stato fisiologico. La persona che accusa stanchezza cronica tende a concentrarsi sul proprio grado di affaticamento non perdendo occasione oltretutto di ripeterlo a se stesso e agli altri, e tutto ciò lo porterà a rimanere nello stato in cui si trova. Pertanto il percorso più efficace consisterà in un programma concepito per aiutarlo a riequilibrare la propria mente, la sua fisiologia e la sua attitudine in modo da ricaricarsi di nuova energia.

Si deve ovviamente tener conto dell’unicità della persona e dei molteplici fattori che spesso sono alla base dello squilibrio. Sintomi che ancora una volta ci esortano a prenderci cura di noi, del nostro stile di vita, per riappropriarci della nostra energia e carica naturale con ottimismo e gioia di vivere.

Molte persone lamentano frequentemente di sentirsi stanche e cercano comunque un “ricostituente che tiri un po’ su”. La stanchezza è legata a parecchie situazioni differenti: convalescenze, gravidanza, stati postinfluenzali, ma anche a situazioni più importanti come il diabete, le anemie, l’ipotiroidismo. A volte può essere la conseguenza di una terapia antibiotica, cortisonica, antipertensiva, ecc. Quando escludiamo tali cause organiche difficilmente inquadriamo la stanchezza come patologia. Per alcune persone la spossatezza va oltre il fisico prendendo così una tonalità affettiva magari con una sensazione di inadeguatezza, può essere l’inizio di una depressione.

E’ difficile per un individuo adattarsi a questo stato di stanchezza spesso accompagnato da stati ansiosi-depressivi, insonnia o sonnolenza, difficoltà di concentrazione e di apprendimento. Dal punto di vista fisico si può avere un peggioramento per esempio dello stato dei capelli e delle unghie. Anche un’infezione intestinale da Candida Albicans (un fungo che esiste normalmente nel nostro organismo ma che una buona flora batterica tiene a bada) può essere causa di stanchezza cronica, così come può esserlo una carenza di Magnesio il quale ha la capacità di attivare numerosi enzimi, contribuisce a mantenere la carica elettrica delle cellule, in particolare quelle di muscoli e nervi, è coinvolto nel processo di produzione di energia.  Alimenti ricchi di Magnesio sono: mandorle, alghe, lievito di birra, fichi e albicocche secche, datteri, prezzemolo e cibi integrali in genere.

Per aumentare il livello di energia è basilare consumare cibi freschi e naturali, non conservati, privi di sostanze chimiche e conservanti che possono contribuire a intossicare il fegato e creare intolleranze alimentari, alimenti ricchi di fibre che consentono una maggiore pulizia intestinale.

Anche l’esposizione a solventi, additivi alimentari, pesticidi, metalli pesanti e altre tossine, può compromettere seriamente la funzionalità epatica. Un fegato congestionato ha un minore flusso biliare (colestasi) e questo è senz’altro un fattore peggiorativo.

Se si ripristina, attraverso una sana alimentazione, una buona funzionalità epatica e intestinale, il livello di energia cresce, il sistema immunitario si fortifica, la candida non trova un ambiente adatto e non prolifera eccessivamente.

La Fitoterapia:

Tra i rimedi più utilizzati per la stanchezza cronica troviamo gli adattogeni, piante dal profilo chimico anche molto diverso tra loro, ma che in comune hanno la capacità di migliorare le funzioni vitali di adattamento dell’individuo, agendo sul sistema nervoso, su quello endocrino e quello immunitario, sono rimedi di “terreno” laddove l’omeostasi è minacciata da condizioni di stress cronico, qualunque sia l’agente stressante. Tali piante si associano sempre al altri rimedi a tropismo mirato.

stanchezza
Ginseng

GINSENG: indicato in caso di stress cronico da astenia psicofisica con compromissione metabolica (ipercolesterolemia e iperglicemia). Si assume non oltre un mese per un massimo di tre cicli l’anno. Le principali controindicazioni sono: serie patologie cardiache, ipertensioni gravi, l’uso in contemporanea di cardiotonici, psicofarmaci, cortisoni, contraccettivi orali; non si usa in gravidanza e nell’infanzia.

ELEUTEROCOCCO: ha uno specifico intervento modulatore sul sistema immunitario. È pertanto utile quando la stanchezza si accompagna ad un cedimento delle difese organiche, per cui quando il soggetto è più esposto ad infezioni respiratorie, dermatologiche, gastroenteriche, genitourinarie. Serve per prevenire e trattare evitando così recidive e cronicizzazioni. Stesse controindicazioni del Ginseng con l’aggiunta di quella relativa alla contemporanea assunzione di anticoagulanti.

ASTRAGALO: anche questa pianta ha notevoli proprietà immunostimolanti, ma si contraddistingue da GINSENG e ASTRAGALO per le sue proprietà drenanti più marcate a livello epatico e renale. È consigliata per alle persone soggette a infezioni delle vie respiratorie, oppure con tendenza alla formazione di edemi agli arti inferiori e intorpidimento delle estremità. Ha proprietà antinfiammatorie.

In caso di controindicazioni nell’uso di piante adattogene o in alternanza ad esse, si possono utilizzare Oligoelementi:

Manganese (Mn) per persone che lamentano stanchezza al mattino ma che si converte in vigore intellettuale e fisico la sera (diatesi allergica).

Manganese-Rame (Mn-Cu) per soggetti che si stancano facilmente, cin una stanchezza che peggiora man mano che passa la giornata (diatesi ipostenica).

Manganese-Cobalto (Mn-Co) per chi ondeggia tra alti e bassi energetici (diatesi distonica).

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Prugnolo

Rame-Oro-Argento (Cu-Au-Ag) per chi si sente spossato tutto il giorno.

All’Oligoelemento diatesico si possono abbinare i Gemmoderivati, poichè le gemme delle piante sono una vera e propria concentrazione di energia vitale:

Fico MG per il soggetto di tipo allergico sempre esageratamente attivo che non riesce a concedersi pause di riposo e che inizia ad accusare stanchezza ricorrente. La pianta agisce sull’ipotalamo, ghiandola endocrina che ha un ruolo strategico nello scadenzare i ritmi funzionali dell’intero organismo.

Tiglio MG: facilita il sonno e migliora il riposo notturno, lavorando sull’asse cortico-ipotalamico e elevando il tasso delle serotonine.

Quercia MG: stimolante endocrino e immunitario. Ottimo in caso di stress con stanchezza soprattutto fisica.

Prugnolo MG: oltre a combattere la stanchezza è molto importante a livello immunitario, previene le infezioni, è particolarmente adatto a giovani e bambini.

Betulla verrucosa semi MG: combatte la stanchezza, in particolare quella mentale, migliora l’attenzione e la concentrazione, migliora l’insonnia di chi si sveglia troppo presto al mattino e non riesce più a riaddormentarsi, è un tonico dell’umore, argina tendenze depressive.

Sequoia MG, Ontano nero MG, Ginkgo MG contrastano l’astenia mentale dell’anziano migliorando la circolazione cerebrale.

 

Manuela Matteucci (Naturopata ed Operatore Olistico)

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