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11Il percorso finalizzato alla regolarizzazione del peso corporeo può essere soggetto agli effetti di diverse variabili, non solo prettamente alimentari, come ad esempio: – lo stato emotivo; – la presenza di rappresentazioni cognitive disfunzionali; – la presenza di rigidità o di disregolazioni comportamentali; – le criticità della fase di vita che si sta attraversando; – la presenza nella storia di vita di esperienze traumatiche sia singole (si pensi a incidenti stradali) sia ripetute nel tempo (legate ad esempio a forme di maltrattamento, trascuratezza e abuso fisico e/o psichico reiterate).

Tutto questo può influenzare non solo il comportamento alimentare e la possibilità di vivere serenamente un percorso di riequilibrio alimentare, ma anche i processi metabolici in virtù dell’impatto che la natura stressogena degli eventi di vita (e delle memorie emotive che questi possono evocare) può esercitare su metabolismo e assorbimento dei nutrienti. In questi casi, è presente il rischio di veder ridotti anche significativamente gli effetti di un regime alimentare sano.

La difficoltà nell’acquisizione e nel mantenimento di un’alimentazione sana ed equilibrata non di rado si fonde sul bisogno – spesso inconsapevole – di attribuire al cibo funzioni prettamente psichiche e anche molto diversificate fra persona e persona, che necessitano di essere svelate, comprese e accettate, infine modificate.

Novità 2017: Psicoterapia di coppia

La terapia di coppia interviene quando mancano uno o più dei tre elementi che sono alla base di una coppia matura, ovvero: un progetto di vita comune, una vicinanza/intimità fisica e un legame affettivo. In assenza di uno o più di questi elementi, possono infatti generarsi dei conflitti o delle crisi nel rapporto di coppia che possono minare la relazione tra i due partner. Il terapeuta si propone di considerare le difficoltà sia della coppia che del singolo, in virtù della storia personale e della famiglia di origine di ciascuno dei partner, in modo da contestualizzarle e analizzarle, anche alla luce delle dinamiche relazionali all’interno della coppia stessa. Con la terapia vengono proposti e incentivati nuovi sistemi di comunicazione, più idonei rispetto ai precedenti schemi comportamentali adottati dalla coppia, alla gestione equilibrata e non conflittuale del rapporto affettivo, basandosi, inoltre, sulle capacità personali e risorse di ciascun partner.

I SERVIZI

  • Primo colloquio di valutazione psicologica
  • Colloquio psicologico
  • Colloquio psicoterapeutico
  • Primo colloquio di valutazione psicologica di coppia
  • Psicoterapia di coppia

Sono a dieta da una vita: metto e tolgo peso, infatti, da una vita. Ne ho parlato con un mio amico che studia psicologia… il fatto è che so di soffrire di solitudine, spesso mi sento solo anche se sono con gli altri… poi non ho fiducia in me stesso, non mi piaccio anche se tutti mi dicono che non sono male e soprattutto che ho un bel carattere… lui mi ha consigliato di fare una psicoterapia ma a me questa cosa spaventa… non voglio passare dieci anni della mia vita su un lettino…

Fare una psicoterapia non è passare dieci anni su un lettino.  La durata di un percorso è sicuramente soggettiva e dipende da tantissimi fattori, ma quel che è certo è che: fare una psicoterapia non è passare dieci anni su un lettino!

Buonasera! Volevo chiedervi un consiglio per risolvere un problema che mi soffoca ormai da anni.. Ho da sempre avuto un bruttissimo rapporto con il mio corpo… circa due anni fa sono arrivata ad avere dei disturbi alimentari da non sottovalutare (sono stata in cura da uno psicologo per circa un mese ma poi ho lasciato perchè mi sentivo presa troppo alla leggera)… ho sofferto di attacchi di panico e “fame d’aria”… non so come m’era passato tutto da solo ed ero convinta di essere “guarita”, ma da qualche mese a questa parte ho l’impressione di caderci di nuovo… Tutto è ricominciato quando mi sono innamorata! Lui vorrebbe una certa intimità ma io ho il terrore di non essere abbastanza per lui a causa del mio fisico… So di piacergli a livello di carattere ma non posso essere sicura per quanto riguarda il mio aspetto. Lui mi riempie di complimenti, e come lui anche tanti altri, ma io mi vergogno perfino a prendere il bus quando c’è troppa gente, figuriamoci a farmi vedere nuda da lui… E non so proprio come uscirne.

Dalle sue parole appare chiaro un sentimento di inadeguatezza e di vergogna nei confronti del suo aspetto fisico, con ricadute pesanti sulla gestione delle relazioni intime. Questa è una condizione abbastanza diffusa fra le persone che hanno un rapporto di scarsa accettazione con la propria fisicità. Il corpo non è solo un involucro di carne… e lo sa bene proprio chi come lei lo vive con un senso di vergogna! Il fatto che lei riceva, poi, tanti complimenti e che questi siano assolutamente inutili per farla stare meglio e per rivedere il modo in cui valuta la sua fisicità, fa un po’ pensare che questo suo non accettarsi abbia radici profonde, che poco o nulla hanno a che vedere con il suo corpo in sé per sé. Ci ha mai pensato? È sicuramente difficile e doloroso guardarsi dentro, ma spesso è veramente l’unica via che può permetterci di trasformare quanto ci blocca e ci impedisce di vivere appieno la nostra esistenza, così da liberarcene.

Sono in cura per ansia e depressione e da quando prendo psicofarmaci ho cominciato a ingrassare. Vorrei fare una dieta ma ho paura che sia tutto inutile…

Alcuni psicofarmaci possono alterare i processi metabolici e di assorbimento dei nutrienti, causando ritenzione idrica e accumuli di grasso poco giustificati dall’alimentazione seguita. Questo non significa che apportare modifiche all’alimentazione seguendo una dieta sia del tutto inutile: le diete vanno costruite sulla persona. Ne parli dunque con il suo nutrizionista.

Sto seguendo la dieta, ho già perso 5 kg e sono felicissimo! In ufficio però mi dicono che sono esagerato perché conto anche il numero di maccheroni e non sgarro mai. Un collega un giorno ha fatto la battuta che secondo lui ho un disturbo ossessivo compulsivo e l’ha sentito pure il capo… Dottoressa è così?

“Una delle malattie più diffuse è la diagnosi”, diceva tale Karl Kraus…

Nell’ultimo anno ho perso il lavoro e faticato molto a trovarne uno nuovo che fra l’altro non mi soddisfa per niente… dormo male la notte e ho sempre fame! Non riesco a fare a meno di mangiare schifezze… mi sento un idiota, so bene che una cattiva alimentazione fa male alla salute, ma non riesco a gestirmi. Cosa mi succede?

La perdita del lavoro costituisce un evento altamente stressogeno. In letteratura scientifica è addirittura indicato come uno dei fattori di rischio per l’insorgenza di un Disturbo Post-Traumatico da Stress, i cui effetti possono manifestarsi dopo mesi dall’accadimento specifico. E’ dunque possibile che la difficoltà nel tenere un’alimentazione sana ed equilibrata sia indicatore di uno stress da perdita del lavoro.

 
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