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Presi dal rincorrere numeri e pensieri negativi, rischiamo di ritrovarci grassi, malati e invecchiati quando tutto questo finirà, perché una cosa è certa: tutto finirà e ritorneremo al mondo e nel mondo, speriamo solo più maturi e pronti per una vita consapevole.

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Cos’è la Dieta Chetogenica?

La dieta chetogenica è una strategia nutrizionale basata su di una riduzione dei carboidrati, che “obbliga” il nostro corpo a produrre in autonomia il glucosio necessario alla sopravvivenza e ad aumentare il consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo.

Ben impostata e seguita senza disattenzioni, permette di raggiungere perdite di peso importanti in poco tempo. L’esperienza e la bibliografia testimoniano perdite per la donna fino a 6-10 chili e 9-12 chili nell’uomo, ecco perché diventa uno strumento importante ora più che mai!

Quali sono i vantaggi?

Facilita il dimagrimento

Alimentazione a ridotte calorie totali

Mantiene glicemia e insulinemia costanti

Aumenta il consumo dei grassi a scopo energetico

Incrementa il dispendio calorico globale

Quanto dura?

MAX 12 SETTIMANE

Accorgimenti

E’ necessaria sempre una valutazione del professionista Biologo Nutrizionista o Medico e il suo monitoraggio nel tempo che NON DEVE ANDARE OLTRE LE 12 SETTIMANE. Infatti è possibile un rischio importante di carenze nutrizionali. E’ necessario adattare i livelli di energia e proteine ai fabbisogni individuali. Inoltre la dieta necessita di opportune integrazioni di vitamine e minerali.

Controindicato in: Deficit carnitina, Deficit carnitina palmitoil transferasi I e II, Deficit carnitina traslocasi, Porfiria, Deficit della beta ossidazione degli acidi grassi, Deficit piruvato carbossilasi

Per info e prenotazioni Tel. 02 2707 8532

Approfondimento

Hugh Conklin
Hugh Conklin

La dieta chetogenica nasce già negli anni 1920 con il dottor Hugh Conklin e poi con dottor Windler e ancora il dottor Peterman, tutti studiosi della dieta e delle sue applicazioni in molti protocolli  cronici. E’ stata applicata con ottimi riscontri a pazienti più o meno giovani con un epilessia importante, resistente alla terapia farmacologica.

Rivista e ottimizzata poi, negli anni è passata attraverso vari esami scientifici per studiarne l’efficacia e l’utilizzo anche in altre patologie, riscoprendola di ottimo impiego per i pazienti insulino-resistenti, importante grasso viscerale o pazienti in forte sovrappeso.

Dal 1993 il Ministero della Salute Americano, certifica la dieta chetogenica protocollo di prevenzione e cura dell’obesità e delle patologie metaboliche.

Le poche controindicazioni non devono però far pensare alla veloce e autonoma prescrizione.

E’ necessaria sempre una valutazione del professionista nutrizionista o medico e il suo monitoraggio nel tempo che NON DEVE ANDARE OLTRE LE 12 SETTIMANE.

Infatti è possibile un rischio importante di carenze nutrizionali. E’ necessario adattare i livelli di energia e proteine ai fabbisogni individuali. Inoltre la dieta necessita di opportune integrazioni di vitamine e minerali.

La condizione di chetosi è un fisiologico adattamento dell’organismo alle situazioni di digiuno (come avviene durante il sonno notturno) e di forte restrizione calorica. Ha rivestito un ruolo di centrale importanza nella storia dell’umanità in quanto ha reso possibile la sopravvivenza dell’uomo durante i periodi di carestia e digiuno fornendo un substrato non-glicidico al suo cervello in costante evoluzione ipertrofica e preservando la muscolatura. Senza questo adattamento metabolico l’Homo Sapiens non avrebbe potuto sviluppare un cervello così grande.

Se la dieta è aglucidica, non essendoci più a disposizione glucosio o glicogeno per produrre energia, l’organismo sarà obbligato a ricavarla dalla degradazione degli acidi grassi presenti nell’alimentazione e dal grasso immagazzinato nel corpo. Il corpo quindi passerà, per produrre l’energia che gli serve, a bruciare il tessuto adiposo di riserva.

Per indurre la chetosi con l’alimentazione è necessario adottare un regime a ridotto apporto di carboidrati (ipoglucidico).

Questa restrizione induce il corpo ad attingere l’energia dai trigliceridi degli acidi grassi dal cui metabolismo si producono i corpi chetonici, i quali diventano la fonte energetica principale.

Studi recenti datati 2018/2019 hanno messo in evidenza che in una dieta chetogenica, si abbassa paradossalmente il colesterolo, aumenta inizialmente la stipsi, ma la cosa a cui bisogna fare attenzione è la carenza di alcuni nutrimenti e la reintroduzione graduale di carboidrati. Anche se le diete a basso contenuto di carboidrati, e così le diete chetogeniche, tendono, generalmente, a normalizzare i livelli di insulina e di glucosio nel sangue, occorre tener presente che quando i carboidrati vengono reintrodotti, c’è un aumento dell’insulino-resistenza. C’è poca ricerca riguardante gli effetti fisiologici dei carboidrati reintrodotti dopo un lungo periodo di dieta chetogenica, ma pare che la risposta fisiologica iniziale data dalla reintroduzione dei carboidrati sia simile a ciò che accade in diabetici di tipo II, ovvero, oscillazioni della concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) e iperinsulinemia.

Inoltre, spesso mi viene fatta una domanda: Ma una giusta alimentazione può migliorare la capacità di una donna di rimanere incinta?
Secondo molti esperti, la dieta chetogenica può contribuire ad aumentare la fertilità delle coppie che stanno cercando di concepire. La dieta keto può, infatti, aiutare a perdere rapidamente una notevole quantità di peso e questo è importante poiché il sovrappeso o l’obesità possono ridurre le probabilità di rimanere incinta o di mantenere una gravidanza sana. I dati, inoltre, suggeriscono che il grasso corporeo in eccesso è legato ad un rischio maggiore di aborto. Ma visti i nutrimenti non ottimali è sempre meglio rivolgersi ad un esperto in nutrizione.

Dott.ssa Samantha di Geso (Biologo Nutrizionista)


La dieta chetogenica è applicabile a molteplici patologie metaboliche, come dimostra uno studio del dottor Paoli pubblicato nel 2013:

Eur J Clin Nutr. 2013 Aug;67(8):789-96. doi: 10.1038/ejcn.2013.116. Epub 2013 Jun 26.

Beyond weight loss: a review of the therapeutic uses of very-low-carbohydrate (ketogenic) diets.

Obes Rev. 2020 Mar 24. doi: 10.1111/obr.13024. [Epub ahead of print] Beneficial effects of the ketogenic diet on nonalcoholic fatty liver disease: A comprehensive review of the literature.

Wiley Interdiscip Rev Syst Biol Med. 2020 Feb 27:e1486. doi: 10.1002/wsbm.1486. [Epub ahead of print] The immunologic Warburg effect: Evidence and therapeutic opportunities in autoimmunity.

Support Care Cancer. 2020 Feb 23. doi: 10.1007/s00520-020-05361-9. [Epub ahead of print] Ketogenic and low-sugar diets for patients with cancer: perceptions and practices of medical oncologists in Canada.

Rocz Panstw Zakl Hig. 2019;70(4):325-336. Significance of low-carbohydrate diets and fasting in patients with cancer Szypowska A1, Regulska-Ilow B1.

J Food Biochem. 2020 Mar;44(3):e13140. doi: 10.1111/jfbc.13140. Epub 2020 Jan 14. Ketogenic diets and protective mechanisms in epilepsy, metabolic disorders, cancer, neuronal loss, and muscle and nerve degeneration.

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