Il cibo oggi è sempre più ricco di calorie e vuoto di sostanze nutritive.
La stragrande maggioranza della gente crede che una dieta equilibrata fornisca tutti gli elementi necessari per essere sani e assimilare tutti i nutrienti, ma in realtà non è così, perché negli ultimi 30 anni il cibo si è impoverito del 50% dei suoi nutrienti.
Un piatto di spinaci di 30 anni fa corrisponde a 13 piatti di spinaci di oggi in termini di micronutrienti; la stessa cosa vale per le mele, i broccoli, i cavolfiori, l’insalata e tutta la frutta e la verdura.
È così che malattie croniche che fino a qualche decennio fa erano rare, oggi sono una normalità; mi riferisco a patologie quali lupus, sclerosi multipla, diabete, artrite reumatoide, celiachia…
Sempre più studi collegano le malattie croniche a carenze di nutrienti essenziali e alla presenza di sostanze tossiche:
- Sclerosi Multipla: vitamina D, metalli pesanti, amminoacidi essenziali;
- Artrite Reumatoide: vitamina D;
- Asma: disidratazione, magnesio, minerali;
- Autismo: intossicazione da metalli pesanti, carenza di vitamina D, vitamina B6, magnesio, alterazione della flora intestinale;
- Diabete: vitamina D, magnesio, cromo;
- Malattie tiroidee: selenio, cromo;
- Cancro al seno: vitamina D, calcio;
- Cancro del colon: alterazione della flora intestinale, vitamina D;
- Colite e malattie infiammatorie intestinali: alterazione della flora intestinale;
- Stomatite: vitamina B12;
- Alzheimer: vitamina B12, magnesio.
Valutare i deficit per poi ripristinarli è la soluzione ideale. Oltre al cibo sempre più povero di micronutrienti, dobbiamo considerare anche il nostro intestino, sempre più infiammato, che non permette l’assorbimento dei micronutrienti. Inoltre, esaltatori di sapidità, alcol e conservanti determinano un peggioramento dell’assorbimento.
È così che, ad oggi, il 60% delle morti è riconducibile alla mancanza di nutrienti nel cibo, anche e soprattutto nei paesi sviluppati.
Controllare i nutrienti assorbiti è facilissimo attraverso semplici esami del sangue, ma qui ci scontriamo con una risorsa economica controllata dal servizio sanitario, che non permette un monitoraggio continuo della salute.
