Come ogni anno si avvicina il Natale, la grande festa prediletta dalla tradizione italiana, dove ricette gustose e dolci della tradizione sembrano imprigionarci in un vortice di eccessi.

Dunque una festa tanto temuta quanto attesa in realtà, soprattutto quest’anno, dopo l’astinenza forzata dell’anno scorso in cui ogni incontro e ogni gesto di augurio verso parentele e amici veniva vietato dalle normative anti Covid.

Ho sentito spesso le frasi di entusiasmo “finalmente quest’anno sarà un Natale normale!”, contrapposte però a frasi di paura come “aiuto adesso arriva il Natale!”. E così mi sono chiesta cosa ci fosse di tanto pauroso dietro il Natale… forse la paura di ingrassare? Effettivamente anche a professionisti del settore come me capita di temere situazioni simili, dove il controllo di ciò che mangiamo si scontra col piacere della tradizione e della convivialità.

Eppure mi è sempre piaciuta l’idea di trasmettere serenità anche in periodi simili, insegnando quello che pian piano anche io ho cominciato a fare, ovvero gestire al meglio questo timore affinchè non solo potessi concedermi quello che “mamma e nonna mi hanno insegnato a preparare” ma anche mantenere la giusta forma fisica.

Mangiare è bello, deve fare bene al corpo ma anche alla mente. Infatti è giusto che vi siano momenti in cui mangiamo più per conforto che per il valore nutritivo in sé, tuttavia sarebbe invece sbagliato rendere questo atteggiamento abitudinario e costante. Il rischio che ciò accada si corre perchè alla base di questo “piacere” vi sono le stesse reazioni chimiche cerebrali che governano le peggiori forme di dipendenza, dunque è facile che si instauri in un rapporto sbagliato col cibo al punto da diventarne dipendenti. E questo non riguarda solo i casi più estremi ma anche il lavoratore medio che torna da lavoro stanco o chi rimane tutto il giorno seduto in cucina col suo pc. La difficoltà del Natale sta forse in tutto ciò che viene messo in circolo nel periodo di festa, che oggi si sa comincia molto presto, con cui siamo invogliati ogni giorno a fare “un piccolo strappo alla regola”, per poi prenderla come abitudine nei giorni a seguire.

“Noi a Natale cerchiamo di mangiare poco!” mi dicono. E io rispondo che forse è proprio questo l’errore…porre l’attenzione solo sui giorni di festa, cercando di restringere al pasto per poi perdere il controllo negli altri giorni, in cui siamo costantemente stimolati a continuare ad assaggiare. Se abbiamo appena detto che è giusto concedersi un giorno di festa, perché privarsene?   E’ al di fuori di queste occasioni che dobbiamo porre attenzione se mai, quando l’eccezione rischia di diventare abitudine.

Affrontare questi periodi insieme ad un professionista che vi guidi sia nell’errore sia nella “correzione dell’errore”, credo sia sempre la cosa migliore per non perdere tempo e imparare a comportarsi per gli eventi futuri. Il Natale, così come i compleanni e le vacanze, ci saranno ogni anno. Perché scegliere di continuare a temerli e non imparare ad affrontarli una volta per tutte?

Dott.ssa Elena Ariosto (Biologo Nutrizionista Sportivo)

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