Nasciamo con 270 ossa giovani e forti e durante la crescita e lo sviluppo diventano 206 e sta a noi conservarle forti!

Le ossa subiscono in continuazione rinnovi e rimaneggiamenti e nel tempo il processo di degradazione diventa più veloce del processo di nuove formazioni, così si va incontro a osteopenia (condizione lieve di diminuzione di densità minerale ossea) e osteoporosi ( grave diminuzione di DMO con rischio di fratture alto).

Il citrato di potassio è un componente organico di fondamentale importanza per svariati processi metabolici nell’organismo umano.

È conservato al 90% nelle ossa ed è in correlazione con gli ioni calcio durante il processo di genesi e rimaneggiamento delle ossa.

Il citrato di potassio risulta avere anche importanza nell’equilibrio acido-base de tessuti fluidi e risulta necessario nel metabolismo lipidico.

Il 75% del citrato in circolo nel sangue viene recuperato dal tubolo prossimale dei reni al fine di non perderlo attraverso le urine. Solo il 25% è escreto nelle urine e andrebbe continuamente reintegrato.

L’apporto alimentare ha scarsa influenza nel reintegro del citrato poiché tutto il potassio alimentare si perde attraverso le urine poiché in una composizione complessata ad altri alimenti.

Il citrato di potassio interagisce con gli ioni calcio in circolo e nei tessuti per evitare la precipitazione aspecifica con conseguenze di arteriosclerosi  o calcoli.

Il citrato nello scheletro viene sottoposto a un continuo ricambio con conseguente rimodellamento dell’osso.

Il bilancio tra quota di citrato rilasciata dallo scheletro e quella che viene usata per la sua costituzione dipende dalla quantità di citrato disponibile in quel momento nel circolo sanguigno osseo.

Si è visto che il quantitativo di citrato in circolo diminuisce nel corso della vita di un soggetto per farmaci, reni meno efficienti o per lentezza di assorbimento portando a osteopenia e osteoporosi.

Oltre al citrato, sono necessari anche gli ioni di Zinco per stimolare la produzione di lamelle per un nuovo tessuto osseo. Il processo di deposizione delle nuove lamelle rappresenta un effetto positivo di mineralizzazione ossea.

Un recente studio ha messo in correlazione la quantità di citrato plasmatico con la densità minerale ossea, la concentrazione di vitamina D e valori normali del PTH plasmatico.

Nel 2013 uno studio randomizzato in doppio cieco ha osservato nel tempo un gruppo di soggetti con supplementazioni di citrato e vitamina D e un gruppo vitamina D, Calcio con un gruppo placebo.

Il risultato dello studio dopo due anni vedeva la densità ossea areale e volumetrica significativamente aumentata nei soggetti che assumevano il citrato oltre la vitamina D, senza le controindicazioni del calcio quali calcoli e sclerosi. Dal 2013 ad oggi molti studi hanno confermato questi risultati.

Inoltre associando il Lithotamnio naturalmente ricco di calcio biodisponibile e la cimicifuga che simula gli effetti ormonali nel ridurre i markers di distruzione ossea, si è potuto osservare un notevole incremento di neoformazione lamellare ossea.

La vitamina K2 promuove l’attivazione dell’osteocalcina per portare il calcio nelle ossa mobilitandolo dai tessuti molli e dalle placche nelle arterie verso l’osso e non ha nessuna correlazione con l’effetto della K1 che vede il suo intervento nei processi di coagulazione.

 

Le percentuali di incremento della massa minimale ossea ottenuta con la somministrazione del citrato sono intorno all’1,5% all’anno con dosi di somministrazione di 40 mEq/die pari circa a 4 grammi.

Sicuramente molti studi dovranno essere ancora fatti nel campo dell’osteoporosi, ma aver capito che imbottire le persone di Calcio non è un valido aiuto se non anche pericoloso, è già un gran passo avanti.

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Dott.ssa Samantha di Geso

Biologo Nutrizionista

L’integratore per le ossa formulato da dNa Milano

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