La menopausa non è una malattia, ma rappresenta una finestra di opportunità cruciale per proteggere la salute della donna. Il calo definitivo dei livelli di estrogeni aumenta la vulnerabilità ad alcune condizioni croniche. Agire in anticipo consente di neutralizzare i principali fattori di rischio biologici ed endocrini.

Le fluttuazioni ormonali espongono l’organismo femminile a tre minacce principali che si sviluppano in modo asintomatico nel corso degli anni:

  • Malattie cardiovascolari: Gli estrogeni proteggono i vasi sanguigni; con la loro riduzione, il rischio di infarto, ictus e ipertensione arteriosa sale rapidamente fino a pareggiare quello maschile.
  • Osteoporosi e fragilità ossea: Il metabolismo del calcio rallenta, provocando una progressiva perdita di densità ossea e un incremento esponenziale del rischio di fratture da fragilità.
  • Declino cognitivo e metabolico: Si assiste a una ridotta sensibilità all’insulina (rischio diabete) e a una minore protezione delle cellule cerebrali.

Una corretta alimentazione è lo strumento preventivo primario per modulare l’infiammazione e sostenere le nostre ossa, i nostri muscoli e il nostro metabolismo ed evitare le fastidiose vampate, che soprattutto in questo periodo sono veramente fastidiose!

Adottare uno stile di vita nuovo è la chiave, poiché alcuni alimenti contengono molecole naturali capaci di mimare in modo blando l’azione degli estrogeni o di spegnere l’infiammazione sistemica è il caso di: fitoestrogeni naturali contenuti nella soia (germogli), legumi e semi di lino macinati aiutano a stabilizzare i livelli ormonali, riducendo la frequenza delle vampate; Grassi Omega-3 nel salmone, sgombro, noci e semi di chia per proteggere il sistema cardiovascolare e sostenere il tono dell’umore; Calcio biodisponibile, nello yogurt, kefir, acque minerali ricche di calcio e verdure a foglia verde (come le crucifere) per prevenire il riassorbimento osseo; Fibre solubili e integrali, tipo  avena, farro e orzo per mantenere stabile la glicemia, evitando i picchi insulinici che accentuano i disturbi vasomotori e i disturbi del sonno. Inoltre è necessario garantire un’idratazione costante, quindi bere almeno 25 ml di acqua per ogni chilo di peso corporeo per supportare tessuti e reni.

Infine praticare un’attività fisica strutturata contro la sarcopenia, il solo movimento aerobico (come camminare) non è più sufficiente dopo i cinquant’anni. È consigliato utilizzare pesi o resistenze per bloccare la perdita di massa muscolare.

Al contrario bisognerebbe prestare attenzione a una serie di alimenti che agiscono come veri e propri “interruttori” dei sintomi, infiammando l’organismo e stimolando il sistema nervoso, come nel caso di alcol e superalcolici che dilatano i vasi sanguigni, scatenando istantaneamente le vampate di calore e disturbando la fase REM del sonno.

Caffeina in eccesso che aumenta i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), amplificando gli stati di ansia, le palpitazioni e l’irritabilità.

Cibi piccanti e spezie calde, alimenti contenenti peperoncino o pepe che alterano la termoregolazione corporea, provocando sudorazioni notturne.

Zuccheri semplici e dolci: I picchi di glucosio nel sangue destabilizzano i centri ipotalamici, peggiorando gli sbalzi d’umore e la stanchezza cronica.

La celebre frase del filosofo Ludwig Feuerbach, “Siamo quello che mangiamo”, esprime una verità biologica assoluta che diventa ancora più evidente durante la menopausa.

Ogni alimento introdotto nel corpo si trasforma nei mattoni chimici che costituiscono le cellule, regolano gli ormoni e determinano il livello di infiammazione dell’organismo. In questa fase di transizione ormonale, la qualità del “carburante” scelto influisce direttamente sulla qualità della vita quotidiana.

Dott.ssa Agostina Iannicelli

Biologo Nutrizionista

Anche tu ti sei ritrovato in questo articolo e vuoi trovare una soluzione al tuo problema di salute?

Condividi sui social
Language