TERAPIA CHELANTE COMPLETA BOOSTER
MESE 1
ILCHELANTE: 2 cpr al giorno lontano dai pasti
MESE 2 e 3
LANTIOSSIDANTE:
- 20 giorni 3 cpr a stomaco pieno
- 20 giorni 2 cpr a stomaco pieno
- 20 giorni 1 cpr a stomaco pieno
TERAPIA DI DEPURAZIONE PERIODICO SISTEMICA
MESE 1
ILCHELANTE: 2 cpr al giorno lontano dai pasti
MESE 2 e 3
ILCHELANTE: 1 cpr al giorno lontano dai pasti + L’ANTIOSSIDANTE: 1 cpr al giorno stomaco pieno
OPPURE
In caso di intossicazione lieve
ILCHELANTE + LANTIOSSIDANTE 2 cpr al giorno contemporaneamente per 1 mese
Quando e perchè Chelare?
La terapia chelante è alla base del trattamento dell’avvelenamento da metalli. Il crescente uso industriale di metalli come il Berillio, il Cadmio, il Rame, il Piombo, il Manganese, il Mercurio, il Vanadio e altri metalli, ha inevitabilmente portato ad un ambiente in cui l’intossicazione cronica è sempre più frequente. I rischi per la salute umana sono devastanti e vanno da infertilità a patologie o allergie.
L’intossicazione da metalli si è resa necessaria a causa di metalli e tossici presenti sempre di più nell’aria, nel cibo e finanche negli integratori che utilizziamo ogni giorno.
Un esempio per tutti è l’ E171 vietato dalla comunità Europea ma ancora presente in alcuni integratori di probiotici… Ma questo è solo un esempio!
Il problema fondamentale dei metalli pesanti e dei radicali liberi nel corpo e nelle cellule, nasce dal fatto che tali sostanze possono determinare mutazioni genetiche o malfunzionamenti cellulari ed enzimatici, deplezione di nutrimenti fino a indurre invecchiamento, malattia o morte cellulare.
Purtroppo la chelazione non è un’arte medica facile perché, usando degli integratori chelanti semplici, si rischia velocemente di attrarre e perdere anche nutrimenti o farmaci salvavita.
In passato sono stati utilizzati le DTA, CDTA, il DDC o il DFU, ma con un sovraccarico a livello epatico e renali dei precipitati.
Nel disegno sottostante si può osservare in maniera molto precisa e diretta quello che succede a seguito di un’esposizione metalli pesanti e alla mancanza di trattamento chelante.
Immagine: Heavy metal toxicity: an update of chelating therapeutic strategies Authors: Jong-Joo Kim, You-Sam Kim, Vijay Kumar PII: S0946-672X(18)30748-X DOI: https://doi.org/10.1016/j.jtemb.2019.05.003
L’esposizione ai metalli è comune negli individui coinvolti in attività minerarie, di funzioni industriali o agricole, nonché coloro che entrano in contatto con le acque reflue o a seguito di alimentazione industriale o tossica. Non sono da escludere medicinali e vaccini presi in maniera diretta o tramite il cibo, ad esempio carne, pesce o verdure trattati con antibiotici o medicinali.
Questi metalli inducono stress ossidativo e impediscono l’attività degli enzimi e delle proteine. Inoltre, l’esposizione a questi metalli a lungo termine può provocare la morte cellulare tramite apoptosi. I metalli pesanti influenzano anche le vie di segnalazione e causare alterazioni nell’omeostasi del DNA, dei lipidi, delle proteine, degli enzimi e degli ioni calcio e sodio.
Il trattamento dell’avvelenamento da metalli con agenti chelanti è il protocollo standard. Tuttavia, l’uso di BAL e l’EDTA sono ora limitati a causa della loro stessa tossicità. Somministrazione orale di DMSA e DMPS rimuove efficacemente il mercurio e il piombo attraverso i reni con minore tossicità rispetto ad altri agenti chelanti.
La penicillina è comunemente usata per trattare l’avvelenamento da rame. Si consigliano deferiprone e deferasirox per il trattamento dell’avvelenamento da ferro perché possono ottenere risultati benefici con minore tossicità. Il protocollo di trattamento terapeutico combinato aiuta a ridurre la dose dell’agente chelante, minimizzando il possibile effetti collaterali e fornisce un risultato clinico migliore.
A seguito di vari studi si è ristretta la chelazione a due elementi importanti: la zeolite di natura calcarea aspecifica, il glutatione supportato dagli altri componenti antiossidanti in grado di determinare una chelazione naturale per il corpo drenando anche i metalli pesanti.
I metalli pesanti sono necessari per uno svariato numero di processi biochimici ma diventano dannosi se in eccesso. Nello specifico possono indurre stress ossidativo generando radicali liberi e ossidazioni a vari livelli della cellula portando a danni sia del DNA che della parete cellulare.
Il glutatione trova sempre più applicazioni e apprezzamento in ambito di equilibrio ossido riduttivo cellulare e quindi l’omeostasi redox che è di fondamentale importanza per l’integrità cellulare e la salute cellulare.
Una buona chelazione necessita non solo di glutatione in forma liposomiale (forma incapsulata in componenti grasse solitamente fosfolipidi che ne preserva la struttura e ne facilita l’assorbimento all’interno della cellula mentre il glutatione ridotto rimane più di superficie, nella parte esterna della cellula), ma anche spirulina, Nac e vitamina B1, B2 e B5 a supporto del buon funzionamento di chelazione.
Dopo aver chelato e drenato i metalli, bisognerebbe ristabilire un buon grado di ossidazione cellulare tramite un potente antiossidante.
A volte stanchezza, debolezza, mancanza di concentrazione, sterilità, sovrappeso o al contrario impossibilità di metter sù peso, nascondono un accumulo di endotossine che alla lunga possono generare patologie più o meno importanti oltre causa di mutazioni del DNA e invecchiamento cellulare.
Chelare e disintossicare il corpo da tossine e metalli pesanti e in seguito riattivare l’ossidazione fisiologica, contribuisce al mantenimento del corpo in salute. Il ciclo di chelazione prima e di antiossidazione dopo, si rende utile nei cambi di stagione o dopo un periodo di esposizione a tossici o stress.
Dott.ssa Samantha di Geso – Biologo Nutrizionista
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- Glutathione and glutathione-dependent enzymes: From biochemistry to gerontology and successful aging
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