Lo zucchero rappresenta la molecola energetica di eccellenza per il nostro corpo. I livelli di questo zucchero devono però essere costantemente compresi tra i 70 e i 90 per garantire una buona salute del corpo.

Oggi però mi capita sempre più spesso di leggere esami del sangue con glicemie tra i 100 e i 125 a cui non viene data importanza.

L’alimentazione agisce in maniera importante su questo dato così come la familiarità verso malattie metaboliche e una vita attiva.

Le conseguenze di una glicemia costantemente al limite le si possono osservare in tutti i distretti del corpo.

Certamente valori alti richiedono tempestivamente l’aiuto del medico, ma io mi sto riferendo a quelle glicemie subdole che danno un’infiammazione silente ma diffusa.

Quando nel nostro corpo la glicemia si alza, ad esempio dopo il pasto o a seguito di una brutta nottataccia o a seguito di uno stress psicofisico, viene prontamente rilasciata insulina dal pancreas per subito riportare i valori dello zucchero nel sangue nel giusto quantitativo. Se questo non si verificasse avremmo tutte le proteine del corpo caramellate proprio come lo zucchero sul fondo della tazzina di caffè e quindi tutte le proteine diventerebbero inattive, portando alla morte improvvisa.

L’insulina invece garantisce i corretti livelli di zuccheri nel sangue e ci salva la vita.

Ma…. Esiste un ma…!

L’insulina non agisce solo sullo zucchero nel sangue ma è alla base di svariati processi di infiammazione e invecchiamento cellulare e quindi troppa insulina genera infiammazione e invecchiamento.

L’eccesso di zuccheri non ben gestiti dal corpo e introdotti in maniera inutile lo si vede prima ancora che dagli esami del sangue, dalla circonferenza vita, dalla stanchezza, dalla difficoltà di concentrazione, dalla nebbia in testa, dai frequenti risvegli notturni, dalla fame a poche ore dal pasto, dalla voglia di zuccheri, dalla bocca asciutta, dalla lingua secca e dal fatidico aumento di grasso a livello addominale.

Cervello, cuore, vasi sanguigni, fegato, reni, pelle, articolazioni, occhi … Tutto si infiamma e sono guai!

Ma come funziona questa storia dell’insulina?

Dopo un pasto ricco di zuccheri e carboidrati ad alto indice glicemico (occhio alla frutta e alle bevande!) il glucosio nel sangue da origine ad un picco glicemico che costringe il pancreas a rilasciare insulina.

L’insulina cede poi lo zucchero per fornire energia alla cellula, lo manda al fegato per farlo conservare sottoforma di glicogeno per i muscoli, oppure lo trasforma in trigliceridi.

Una dieta ricca di zuccheri causa continui picchi di glucosio e rilascio di insulina la quale diventa sempre meno efficiente e così si crea quella che viene chiamata insulina resistenza che porta a fare produrre al pancreas meno insulina e quindi si genera presto in diabete di tipo 2.

È utile sottolineare che l’iperglicemia e l’iniziale insulina resistenza è un processo del tutto reversibile se si agisce sullo stile di vita e cioè alimentazione e movimento, inoltre esistono rimedi naturali che  possono sicuramente essere d’aiuto.

Ricordiamoci di scegliere cereali integrali e meglio integri, olio evo. Scegliere frutta acerba di stagione sempre associate ad una manciatina di noci, mandorle e nocciole per abbassare l’indice glicemico della frutta.

L’insulina è l’antidoto ai picchi glicemici perciò ad ogni pasto fatto di pane, pasta o altro carboidrati è meglio associare verdure e insalate con molte fibre che hanno il potere di bloccare gli assorbenti degli zuccheri a livello intestinale. Utili potrebbero essere le patate bollite  e raffreddate poiché l’amido si gelifica con il freddo e si trasforma in inulina; iniziare un pasto con un’insalata che crea la barriera di assorbimento degli zuccheri, condire con olio di oliva extravergine, bere dopo pranzo un bicchiere di acqua e aceto di mele, masticare a lungo, rivedere la dieta con alimenti “Sugar really free”.

Dopo il pasto è raccomandato bere acqua, tenersi lontano da letti e divano e per almeno 30 Min muoversi e sorridere, si sorridere poiché la felicità abbassa la glicemia prodotta dal fegato situazione che si osserva invece in caso di stress.

Dott.ssa Samantha di Geso

Biologo Nutrizionista

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