È momento di bimbi a scuola ma ancor di più di bambini a casa da scuola per influenza e pancino infiammato.

Cosa fare quando il “mostro dell’influenza” colpisce la pancia di mio figlio? Cosa mangiare o non mangiare?

Innanzitutto si definisce diarrea una emissione rapida di feci abbondanti e poco formate con almeno tre o più di tre evacuazioni liquide o semiliquide in un giorno.

La diarrea non rappresenta la malattia ma un sintomo del corpo ad una malattia o infiammazione. È l’esigenza del corpo di buttare fuori il malessere che può anche non essere a carico dell’intestino e basta.
Il nostro tratto gastrointestinale parte dalla bocca e finisce nell’ano ed è come una catena di montaggio in cui se un operaio non fa bene il suo lavoro o si assenta dal suo posto, va in affanno tutta la produzione a seguire con danni all’intera azienda.

La filiera si interrompe e si accumula il materiale a monte creando disagi a monte e a valle dell’operaio malato o semplicemente distratto o scansafatiche. Stessa cosa succede nel nostro corpo.

La condizione diarroica può essere rilegata a varie condizioni non patologiche quali le banali intolleranze, stress o colpo d’aria a situazioni più patologiche quali gastriti, ulcere o allergie, o condizioni virali o batteriche da intossicazione o da tossinfezione.

In tutti i casi, prima di prendere integratori va gestita attraverso un’osservazione di un sanitario e non attraverso molecole che fungono da tappo.

Sempre pensando all’azienda con filiera di produzione, pensate che chiudere la saracinesca serva in un magazzino o in una filiera industriale nel quale si sono accumulate materie prime e operai arrabbiati? Credo che la tensione aumenterà il disagio rendendo ingestibile la situazione che si complica fino ad ammalare l’azienda e per riprendersi serviranno anni e riprogrammazioni.

Quale potrebbe essere la soluzione?

Sempre parlando dell’azienda in crisi, una soluzione potrebbe essere lasciare la saracinesca aperta per smaltire ciò che el frattempo scade o buttar fuori gli operai che non lavorano, non prendere altri ordini, non far altri acuisti e cercare di ripristinare la produttività degli operai allontanando gli operai “malati”. Quindi, sarebbe opportuno individuare con un sanitario la causa e lavorare su questo.

Nel frattempo cosa posso fare? sicuramente un’alimentazione antinfiammatoria pro bifidi, dopo 2 o tre gg di fase ‘in bianco’ o digiuno infiammatorio.

1 fase: fase in bianco

Si chiama alimentazione in bianco un momento di alimentazione priva di fibre o alimenti infiammanti. Si predilige pasta al dente o pane abbrustolito e condito con abbondante olio e si sfruttano le vitamine antiossidanti del nostro prezioso olio extravergine d’oliva usato ESCLUSIVAMENTE a fine cottura.
Carne bianca e pesce magro per supportare la guarigione, evitando altre proteine non utili o addirittura infiammanti.

Molti pensano al riso in bianco della nonna, ma l’amido non è di giovamenti in questi casi ammenoché non si tratti di riso raffreddato e riscaldato al fine di generare inulina partendo dall’amido. In questa fase la cosa più importante è bere, prediligere acqua alcalina o the, ed evitare bevande di alcun genere per non incorrere in zuccheri nascosti o palesi.
Dopo uno o due giorni di alimentazione in bianco si può passare ad una fase di digiuno infiammatorio, per cui un’attenzione a non introdurre molecole infiammati quali istamine, alimenti ce inducono istamine (detti istamino-liberatori) o iperacidificanti o lattogenici.

Qui riporto semplici e spero utili consigli:

  • Non dimenticarsi dell’olio e.v.o. a pranzo e a cena
  • Niente cibi “spazzatura” – merendine confezionate, snack ecc.… evitare possibilmente i cibi confezionati con aggiunta di conservanti o additivi vari (anche fintamente naturali)
  • Evitare possibilmente i lieviti, soprattutto quelli chimici (cibi panificati, fermentati e conservati)
  • Ridurre gli zuccheri semplici raffinati: pane, pasta, pizza, patate ecc
  • Evitare gli alcolici, le bibite zuccherate, i succhi di frutta zuccherati
  • Evitare latte e formaggi salati e stagionati
  • Evitare gli insaccati
  • Prediligere pesce e variare le proteine il più possibile
  • Evitare frutta troppo zuccherina, meglio il frutto acido e poco maturo e, ovviamente, di stagione
  • Le Verdure vanno bene tutte purché senza esagerare in quantità per evitare fermentazione fastidiosa ma utile ai bifidobatteri. Variare il più possibile per la ricchezza batterica e vitaminica
  • BERE! è l’unico modo di reintegrare acqua e minerali e butta fuori tossine. Evitare di bere molto dopo le 18 e.… smettiamola con i ‘tazzoni’ di tisana prima di andare a nanna!!!
  • sale integrale ricco di sali minerali, ma senza esagerare poiché da una parte reintegro ii sali e dall’altra uccido i batteri intestinali
  • per il periodo invernale ricordiamoci che madre natura ci regala ciò di cui abbiamo bisogno per affrontare i malanni invernali per cui affidiamoci a frutta e verdura della stagione per arricchirci di vitamina C, E, A, D, sali minerali, magnesio, zinco e antiossidanti.

Insegnate ai vostri bambini il rispetto del proprio corpo attraverso il cibo e la prevenzione e attraverso verdure verdi e succo d’arancia (o di limone) fresco al mattino oltre che pesce e i suoi grassi buoni.
e poi ricorda: se ti infiammi ingrassi, se ingrassi ti infiammi ma se mangi bene e sorridi, vivi!

Dott.ssa Samantha di Geso (Biologo Nutrizionista)

Anche tu ti sei ritrovato in questo articolo e vuoi trovare una soluzione al tuo problema di salute?

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