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il pane fra ingrassare“Il pane fa ingrassare?”

a quanto pare risulta essere una delle domande più cliccate e ricercate nel web e non solo…

Quindi? Qual è la risposta corretta?

Non dimentichiamoci che il pane (e i carboidrati in genere) risultano essere parte integrante della dieta mediterranea; quindi  è un errore bandire completamente questi alimenti dalla nostra dieta.

Se dovessimo seguire le mode degli ultimi anni, per un dimagrimento veloce bisognerebbe eliminare totalmente i carboidrati e sostituirli con le proteine, niente di più errato: un eccesso di proteine, e una assenza drastica di zuccheri,  induce l’organismo ad un processo di ricerca di queste stesse sostanze nella massa magra: si, si perde peso, ma muscoli e non il tanto temuto grasso.

Allora il segreto è sempre quello di affidarsi ad un professionista per cercare il giusto equilibrio nutrizionale e nel nostro caso valutare gli effetti benefici e non del pane.

Partiamo col dire che ci sono differenti tipi di pane, spesso identificati in base al loro seme di origine, esempio il pane integrale, il pane bianco, il pane azzimo ecc… . Questa categorizzazione permette di distinguerli anche in termini calorici e di proprietà nutrizionali: le calorie del pane bianco (circa 250kcal su 100g) sono sicuramente maggiori  rispetto al pane integrale (circa 230kcal), ma cosa più fondamentale da tenere sott’occhio e la loro differenza in proprietà benefiche: il pane integrale (e di cereali antichi), contiene molto più crusca, apportando così un maggior quantitativo di fibre, vitamine e minerali.

Quindi sicuramente il meno sano è quello bianco per il suo contenuto maggiore in zuccheri, conservanti (esempio alcool in quelli confezionati) e ridotte sostanze nutritive.

Ecco una prima risposta: Preferire il pane integrale e/o ai cereali (il cui impasto deve essere scuro, non bianco con  puntini neri perché in questo caso si tratta di farina raffinata a cui è stata aggiunta della crusca).

Altro punto da tenere in considerazione è l’indice glicemico (causa di aumentati livelli di zuccheri nel sangue); quindi sicuramente preferire un pane che abbia un indice glicemico basso. Di base, il pane in genere presenta nella sua fattispecie un alto indice glicemico; unico modo per sconfiggerlo è, anche in questo caso, optare per pane integrale, il quale contenendo più fibre ha un impatto minore sulla glicemia o paradossalmente, del pane di qualche giorno che, una volta persa umidità e cambiata la struttura naturale dell’amido, viene assimilato più lentamente causando meno picchi glicemici.

Sicuramente bisognerà anche tener conto del contenuto di lievito presente nel pane.

Il lievito è un ingrediente scoperto dagli  Egizi e furono  i primi a valutare anche i suoi effetti fermentativi. Oggi il lievito si trova nella nostra alimentazione in diverse forme. Ci sono vari tipi di lievito: quello più comunemente utilizzato per la produzione di pane è il lievito di birra. Quest’ultimo, ricordo essere un lievito naturale contenendo perciò al suo interno molte vitamine e minerali. Ma in una società in cui si ha spesso un alimentazione sbilanciata a favore di  carboidrati (pensiamo al pasto più veloce per un lavoratore in una breve pausa pranzo: ci verrà immediatamente in mente un panino, una pizza o una piadina), il lievito può risultare anche dannoso. Bisognerebbe ridurlo in caso di gonfiore addominale, colite, problemi renali o di gotta, micosi e candidosi e disbiosi…tutte condizioni fisiopatologiche molto comuni.
Il suo consumo andrebbe sempre mantenuto entro il limite giornaliero di 400 mg, una quantità spesso superata.

Che fare dunque?

Il mio suggerimento è sempre quello di seguire una dieta bilanciata e sana.

Traducendo il tutto in situazioni pratiche, il pane integrale e/o ai cereali (meglio se tostato per ridurre l’assorbimento del lievito) può essere un buon alleato per la colazione di persone con normale regolazione glicemica potendo far uso del pane con burro e marmellata garantendo così un ottimo apporto di grassi buoni, calcio, vitamina D, proteine e zuccheri fondamentali dopo un digiuno notturno. Pane con prosciutto o  formaggio risulta giocare un ruolo positivo per  gli sportivi che devono sostenere sforzi fisici intensi o per il loro successivo recupero energetico. Ed ancora, il tanto conosciuto spuntino con pane pomodoro olio e sale può servire a contrastare gli effetti di nausea gravidica o indotti da chemioterapia. Può risultare utile per un pranzo veloce e fuori casa un panino con delle verdure grigliate.

Quindi il pane fa ingrassare?

In conclusione, il pane non fa ingrassare: come tutti gli alimenti, bisogna solamente imparare a conoscerlo,  scegliendo il migliore, preferendolo in determinate circostanze e soprattutto imparando le giuste combinazioni alimentari.

Dott.ssa Tiziana D’Amico (Biologo Nutrizionista)

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