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crossfitNella mia esperienza lavorativa, soprattutto in ambito sportivo, mi sono ritrovata spesse volte a dover spiegare che non esiste una “dieta per addominali” o una “dieta per i pettorali”.

Esiste invece una dieta, o meglio regime alimentare, che abbinata ad un regolare esercizio fisico mirato può portare ad un miglioramento della forma fisica, in cui non vi è solo un aumento del tono muscolare ma anche un ri-equilibrio della massa grassa.

Dunque, nonostante debba limitarmi allo studio della loro alimentazione, investo sempre un sacco di tempo per educare e motivare i miei pazienti ad introdurre della sana e regolare attività fisica, cominciando da semplici camminate ed esercizi a corpo libero nei ritagli di tempo per poi finire in allenamenti funzionali in palestra sotto supervisione di un personal trainer.

Ed in queste situazioni ho notato che sempre più persone si avvicinano al Crossfit, una nuova e complessa disciplina sportiva che allena forza, resistenza, esplosività e capacità aerobica.

Il crossfitter deve quindi allenarsi ad avere una capacità media molto alta in tutte queste abilità, cosa che lo predispone facilmente ad uno stato di sovrallenamento con possibili ripercussioni su muscoli e articolazioni.

Nel crossfit, alimentazione e integrazione sono quindi fondamentali per sostenere i bisogni energetici e assicurare il giusto apporto di macro e micronutrienti essenziali per recupero muscolare.

Questo vale anche per il bodybuilding e per tutte quelle discipline sportive che allenano la forza e la potenza muscolare, per i quali è quindi importante sapere cosa mangiare prima e dopo un allenamento in palestra.

L’approccio nutrizionale 40 30 30 sembra soddisfare la maggior parte dei professionisti del settore, anche se risulta difficile generalizzare quando si tratta di garantire il giusto apporto di nutrienti: un’analisi più attenta dello stile di vita, della situazione fisiopatologia del soggetto e del programma di allenamento sono necessari per stilare un regime nutrizionale correttamente bilanciato in termini di carboidrati, grassi e proteine.

Quello che molti atleti ignorano è l’elenco di patologie articolari a cui rischiano di andare in contro col passare del tempo. La statistica dimostra infatti che l’esercizio contro resistenza con i pesi comporta nel tempo un’usura delle articolazioni della spalla, del ginocchio, del gomito e della colonna vertebrale, tutti danni che si traducono in artriti.

glucosamminaIl termine “artrite” significa letteralmente “infiammazione di un’articolazione” ed è caratterizzata da dolore, gonfiore, rigidità e arrossamento.

Si distinguono 3 grandi classi di artriti:

  • Osteoartriti o artrosi (tipo più comune, provocate dal logorio delle cartilagini articolari quindi tipiche dell’età adulta)
  • artriti infiammatorie (come per esempio l’artrite reumatoide, una forma autoimmune in cui il sistema immunitario dell’organismo reagisce contro le articolazioni e i tessuti molli danneggiandoli)
  • malattie extrarticolari (come le famose tendiniti e borsiti che colpiscono gomiti, spalle e ginocchia di tennisti, golfisti e bodybuilders).

e allora? Glucosammina e Condroitina

Le terapie sintomatiche normalmente prevedono l’uso di antinfiammatori e antidolorifici, ma è stato dimostrato che la somministrazione (per via orale) di 500mg di Glucosammina tre volte al giorno per almeno 3 mesi diminuisce le sintomatologie dolorose dell’osteoartrite: l’ipotesi è che la glucosammina stimoli la sintesi dei proteoglicani (molecole complesse costituite da un nucleo proteico attorno al quale si legano lunghe catene ramificate di zuccheri) da parte delle cellule del tessuto connettivo, di cui sono formati ossa, legamenti e cartilagini.

Per potenziarne l’effetto, gli integratori di Glucosammina andrebbero associati a integratori di Condroitinsolfato (o solfato di condroitina), un glucosamminoglicano normalmente sintetizzato dai fibroblasti con lo scopo di stimolare le cellule della cartilagine (condrociti) a produrre collagene e proteoglicani, inibendo allo stesso tempo la loro degradazione enzimatica.

Così facendo si andrebbe a nutrire la matrice connettivale ed inspessire il tessuto cartilagineo in questione.

Antinfiammatori naturali da poter associare per contrastare lo stato infiammatorio delle articolazioni sono a base di Curcuma, Zenzero, Vitamina C, Vitamina D, Acido Pantotenico (Vit. B5) e Olio di pesce (ad alto contenuto di EPA e DHA): tutti integratori che un atleta di alto livello dovrebbe assumere, almeno nei periodi di allenamento intenso, per prevenire danni alle articolazioni e preservare la salute dell’intero apparato osteoarticolare.

Dott.ssa Elena Ariosto (Biologo Nutrizionista Sportivo)

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