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I funghi, un alimento ricco di fibre e in alcuni casi di proteine vegetali, sono presenti in natura in uno svariato numero di generi. Dal punto di vista nutrizionale non hanno niente da invidiare agli altri alimenti essendo dotati di eccezionali poteri nutritivi:

– stimolano la peristalsi intestinale dando il classico effetto lassativo, soprattutto se consumati crudi;

– stimolano la funzionalità epatica, se consumati arrostiti (da consumare moderatamente soprattutto nei soggetti che hanno disfunzioni al fegato);

– limitano il proliferare di cellule neoplastiche grazie alla presenza di oligoelementi (selenio, zinco, magnesio);

– stimolano il sistema immunitario e lo rafforzano in caso di infezioni batteriche e virali;

– stimolano il consumo degli zuccheri da parte del fegato risultando, quindi, un alimento insostituibile per i diabetici.

Per contro vanno consumati con cautela nei soggetti affetti da patologie del sistema digestivo (essendo privi di grasso non stimolano la produzione dei sali biliari rallentando la digestione), da patologie cardiovascolari (essendo potenti anticoagulanti) e da patologie renali; mentre sono addirittura controindicati in caso di gotta, iperuricemia e calcolosi renale.

I funghi crudi esprimono al massimo le proprietà nutritive e terapeutiche, inoltre risultano più digeribili e meno pesanti per il fegato. Sono sconsigliati in caso di diverticoliti, al contrario di quelli cotti abbondantemente.

L’impiego bionutrizionale dei funghi va valutato a seconda delle associazioni con altri alimenti, è sconsigliato abbinarli al limone; mentre sposano bene con pasta, riso e carni.

 
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