“Dottoressa, prima di venire da lei, lo scorso anno ho provato a seguire una dieta trovata su internet e ha funzionato benissimo. Poi però sono andata in vacanza e al ritorno avevo rimesso tutti kg persi anzi forse anche di più”

“Non è la prima dieta che seguo, due anni fa avevo seguito una dieta da 1200kcal che mi aveva dato mia cugina che l’aveva ritagliata da una rivista, ma non ho perso nulla”

“Dottoressa, ho sentito parlare di digiuno intermittente, ho provato a capire qualcosa su internet e ho iniziato a digiunare 10 ore al giorno”

E ancora… “Dottoressa ho usato in passato dei beveroni in offerta su internet, ma poi son finito in ospedale, ora ho paura di approcciarmi al cibo”.

Quante persone si riconoscono in queste parole?

Non sono poche le testimonianze di persone purtroppo in fin di vita per diete sbagliate (basti pensare alla influencer Samsonova morta nell’agosto del 2023 probabilmente a seguito di una alimentazione crudista), oppure i diversi bambini ospedalizzati a seguito di diete estremiste. E non dimentichiamoci che secondo gli ultimi dati statistici, il 7% della popolazione presenta un dca (disturbo del comportamento alimentare).

Io credo che il nutrizionista debba sotto questo aspetto dire e fare la sua parte.

Se dovessimo chiedere alla maggior parte delle persone perché mangia, molte di esse risponderebbero per sopravvivere o per fame. Entrambe sono risposte coerenti ed appropriate. Se dovessimo chiedere alla maggior parte delle persone perché si mettono a dieta, molte di esse risponderebbero mettendo l’accento su quanto sia importante per loro vedersi e sentirsi meglio. Anche queste risultano risposte coerenti. Ma credo sia pensiero comune cercare di voler ottenere risultati migliori e perché no in tempi brevi. Forse questo credo che sia il primo motivo per il quale le persone tendono (almeno in prima battuta) ad affidarsi a diete fai te. Costo 0, tempi di attesa 0, comodità 10, risultati? Dipende…

Ricordo che ogni piano alimentare dovrebbe essere personalizzato sulla base della persona: bisogna assolutamente prestare attenzione alle analisi del sangue, allo storico familiare, a possibili patologie e non per ultimo alle esigenze quotidiane. Come fa una persona che pranza fuori per motivi di lavoro a seguire ciò che google consiglia? E se non dovesse trovare quel determinato alimento? E poi.. cosa ne sa google che quella persona non può mangiare alimenti integrali per il suo gonfiore addominale? O di quella persona che dalle ultime analisi risulta avere una glicemia bordeline ma da “menù standard” ha il dolce come gratificazione finale?

Ed è così che si arriva ai rischi collegati alle diete fai da te:

se la dieta è troppo restrittiva è intuitivo capire che peso se ne perde, ma cosa? Grasso o massa magra?;

Se la dieta è troppo sbilanciata, il risultato sarà a breve e lungo termine uno stallo metabolico;

Se la dieta è troppo drastica (ma promette di perdere velocemente peso) è sicuramente  un regime alimentare che si basa su rinunce e privazioni che alla lunga (ma neanche troppo) vengono viste come veri e propri sacrifici. E in quel caso con chi confrontarsi? Con google?!?!?!

Se la dieta non è adatta alla mia condizione fisiopatologica? Possiamo immaginare tutti noi  i rischi.

Quindi, sono tante le problematiche e i dubbi dietro una dieta fai da te, soprattutto se si parla di diete mima digiuno o diete chetogeniche in cui è ancora più importante il controllo medico.

Affidatevi sempre ad un professionista per ottenere risultati in tempi sani e giusti per il proprio corpo e per raggiungere un equilibrio fra corpo e mente.

Ricordiamoci che il corpo è la  casa in cui abitiamo, prendiamocene cura.

Dott.ssa Tiziana D'Amico

Biologo Nutrizionista

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