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coenzima q10Il più grande male degli ultimi anni oramai sembra essere il colesterolo alto. Tutti spaventati, corrono dal proprio medico di base, nutrizionista, ogni qual volta il colesterolo totale supera i 190 mg/dl. E questo, ahimè succede nella maggioranza dei casi.

Perché? forse perché è da qualche tempo che i valori di riferimento dei parametri lipidici si è ridotto ulteriormente, aumentando così la preoccupazione delle persone spingendoli ovviamente ad una rapida e drastica terapia: LE STATINE.

Molti pazienti assumono questi farmaci per abbassare il colesterolo. Fanno bene? Fanno male? E’ così pericoloso e preoccupante avere il colesterolo alto?

Facciamo chiarezza.

 

Mi piacerebbe paradossalmente partire dai vantaggi del colesterolo. Il colesterolo compie diverse funzioni nel nostro organismo:

  • rappresenta una componente essenziale delle membrane cellulari 
  • a partire dal colesterolo è possibile sintetizzare ormoni quali: vitamina D e ormoni femminili e maschili
  • buona parte della produzione epatica di colesterolo viene impiegata nella sintesi della bile, alterazioni di quest’ultima possono causare patologie come i calcoli biliari.
  • l’alterazione della biosintesi del colesterolosi associa a malformazioni fetali.
  • ecc…

Tuttavia, elevati livelli di colesterolo rappresentano uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, come le placche aterosclerotiche con conseguenze pesantissime sulla nostra salute. D’altro canto, avere alti livelli di HDL (colesterolo buono) può proteggerci da tutto ciò.

Quindi, alla luce di tutto…

quale è la terapia più adatta per evitare di alzare o diminuire troppo questo colesterolo?

Sicuramente il primo passo da fare è seguire una corretta alimentazione, formata da fibre, ma anche da grassi e particolare importanza va data all’attività fisica (che al momento sembra essere l’unico metodo per alzare i valori di HDL).

colesterolo

E allora perché si parla sempre e solo di statine?

Forse perché sono fra i farmaci più venduti per abbassare il colesterolo, e funziona: dopo poco tempo possiamo subito notare una rapida riduzione di colesterolo totale,  colesterolo cattivo LDL e .. HDL.

Ma non era importante avere alti livelli di colesterolo buono? Oltre a ciò, purtroppo le statine possono avere anche altri seri effetti collaterali tra cui, danni epatici, elevati livelli di CPK, dolore articolare, debolezza muscolare, disturbi intestinali, stanchezza, reflusso ed insonnia.

Perché non si parla mai di questo? Probabilmente qualche medico onesto prima di prescriverla elenca i suoi pro e i suoi contro, ma probabilmente l’errore sta a monte: la maggior parte degli studi “pro-statine” sono stati eseguiti da aziende farmaceutiche che guarda caso producono statine.

Altro aspetto da non sottovalutare è sicuramente la riduzione del Coenzima Q10 attraverso l’assunzione di statine, tanto è che va solitamente integrata con alimentazioni e/o integratori. Ricordo che il CQ10 è un potente antiossidante/anti infiammatorio (non dimentichiamoci che alla base di tutte le patologie c’è sicuramente un infiammazione in atto), produttore di energia;  fondamentale anche perché una sua riduzione provoca ossidazione di LDL causando rischi cardiovascolari. Ecco spiegato un valido motivo per cui le statine non proteggono dal rischio di infarto.

Quindi una valida alternativa potrebbe essere l’assunzione di statine e CQ10, ma una valida terapia naturale e senza conseguenze può essere l’assunzione per un certo periodo di “statine naturali” come il bergamotto, riso rosso fermentato, omega 3, complessi vitaminici (fortemente anti infiammatori) accompagnati da una sana alimentazione ed idratazione, oltre che da un quotidiano esercizio fisico.

Non facciamo cullare i nostri pazienti… non si devono sentire liberi di mangiar ciò che vogliono in quanto assumono statine… ma facciamoli sentire parte integrante, attiva e fondamentale del loro benessere.

Dott.ssa Tiziana D’Amico (Biologo Nutrizionista)

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