Il nostro intestino e le malattie dermatologiche

intestino

Molti studi recenti hanno evidenziato l’esistenza di un legame importante fra le disbiosi e lo sviluppo di malattie dermatologiche quali acne, rosacea e dermatite seborroica, psoriasi, e allo stesso tempo fra le disbiosi e pruriti diffusi o altri fastidi minori, ma non trascurabili.

Il nostro intestino è popolato da grandi numerosità di microrganismi, in perfetto equilibrio tra loro: questo complesso ecosistema costituisce il microbiota intestinale o flora batterica intestinale, fondamentale per la salute intestinale e quella di tutto l’organismo.

Tuttavia, per differenti ragioni, questo delicato equilibrio può alterarsi: si parla di disbiosi intestinale.

Ciò può essere la base di numerosi disturbi e malattie, non solo di natura gastrointestinale.

fattori principali che alterano l’equilibrio della flora intestinale sono:

  • Alimentazione sbilanciata, dieta povera di nutrienti;
  • Alterazioni dell’alvo
  • Assunzione di farmacitra cui antibiotici, inibitori della pompa gastrica.
  • Stress (ricorda che l’intestino è il secondo cervello), cattive abitudini(fumo, alcool).

Il primo passo da fare per proteggere il proprio corpo e ottimizzare il proprio stile alimentare è intervenire sulle abitudini quotidiane.

 E’ molto importante depurare l’intestino e mantenerlo “pulito” per fare in modo che esplichi le sue innumerevoli funzioni in modo efficiente. Di seguito poche e semplici raccomandazioni:

  • Bere acqua. L’idratazione favorisce l’evacuazione.
  • Prediligere cibi ricchi di fibre: verdure, frutta, alimenti integrali, 
  • Fare il pieno di alimenti anti- ossidanti: in particolare, i frutti di bosco vantano proprietà anti- aging. Sapevi che anche il caffè ha proprietà antiossidanti? Assumilo con moderazione, ma non eliminarlo!
  • Evitare fritture, salumi ricchi di grasso, carne rossa processata.
  • Moderare i latticini.
  • Prediligere alcuni metodi di cottura, come la cottura al vapore, per rendere i cibi più leggeri e facilmente assimilabili.
  • Distribuire adeguatamente i pasti nella giornata.
  • Ridurre sensibilmente lo zucchero, diminuire il sale.

Dott.ssa Agostina Iannicelli (Biologo Nutrizionista)

Frutta e verdura: oggi non come un tempo!

Uno dei pilastri della sana alimentazione è sicuramente  il consumo  di frutta e verdura. Sì, ma quale?

Un dato allarmante degli ultimi anni è la riduzione di minerali e vitamine contenuto nei  prodotti di origine vegetale.

Una mela che acquistiamo oggi al supermercato, non è nutriente come una mela comprata al mercato negli anni passati.

Lo stesso vale per i broccoli, carote e tanti altri alimenti di origine vegetale.

Numerosi studi confermano questo dato di fatto.

Di seguito, una ricerca eseguita in Germania dal prof. Liesen nella quale vengono analizzate le concentrazioni  dei nutrienti contenuti nei vegetali in vendita in negozi e supermercati  rispettivamente nel 1985, 1996 e 2002.

I dati dimostrano una riduzione evidente. Le cause di questo cambiamento sono molteplici: la coltivazione intensiva, l’impoverimento dei terreni ed i tempi di conservazione molto lunghi.

Questo ci lascia intendere che il nostro fabbisogno di vitamine e minerali rischia di non essere soddisfatto e quindi il nostro organismo ne può risentire con cali di energia e concentrazione  oppure riduzione delle difese immunitarie etc.

Quindi come possiamo intervenire? Qualche consiglio:

Sicuramente effettuando una spesa consapevole. Scegli sempre frutta e verdura di stagione.

 Acquista preferibilmente i prodotti vegetali da agricoltori affidabili  che possano garantire la freschezza del prodotto.

Ricordiamo che le vitamine sono molto sensibili quindi possono decadere con il passare del tempo e con una cottura prolungata.  Consuma verdura cruda alternata a verdura cotta, scegliendo cotture brevi, evitando la bollitura che disperde i nutrienti.

In alcuni casi può essere utile integrare l’alimentazione con prodotti ricchi di nutrienti come: Spirulina, Maca o Moringa, soprannominati Superfood e nel caso di necessità, dopo un’analisi da parte del professionista sanitario, può essere considerata l’eventualità di supplementare  l’alimentazione con minerali e vitamine.

Non dimenticare: “noi siamo quel che mangiamo”.

Dott.ssa Federica Pompili (Biologo Nutrizionista)

Sei pronto alle festività? Alcuni consigli dalla Dott.ssa Samantha di Geso Nutrizionista

Il mese di Dicembre è cominciato e con esso la voglia di stare insieme in convivialità e allegria.

Già i romani ci riportano frames della loro gioia e attività politica e economica, seduti attorno a banchetti e bella musica.

Non dobbiamo mai dimenticarci che il cibo è gioia ma anche nutrizione e da esso dipende la nostra salute fisica e mentale.

ll banchettare è legittimo e sacrosanto e mai approcciarci alla festa con l’ansia della dieta.

In realtà dobbiamo pensare di vivere un mese in continua depurazione in casa dal lunedì al venerdì e di gioia ed extra dal sabato alla domenica.

Per la depurazione non dobbiamo dimenticarci della memoria vegetale e forza vitale che solo la natura ci sa dare attraverso i cibi naturali, non artefatti o lavorati e cotti in maniera semplice e quindi possiamo mangiare cereali semplici e coltivati in ambiente bio, sciacquati e messi a bagno; possiamo degustare verdure stufate o cotte al vapore o crude; frutta di stagione ma senza esagerare con la maturazione e la quantità.

Non dimentichiamoci del pesce, soprattutto di taglia piccola e il loro grandissimo potere antiossidante e rigenerativo.

Inoltre la cosa più importante di tutte è l’acqua sul quale si potrebbe scrivere una enciclopedia….Sò che  dicembre è un mese che non si presta bene al bere 2 litri di acqua tutti i giorni, ma possiamo unire l’utile all’utilissimo, aggiungende nell’acqua delle tisane depurative  oppure degli integratori a base di piante con funzione depurativa, di drenaggio o integratori di antiossidanti, a supporto di un’alimentazione favorevole alla depurazione.

Solo così riusciremo ad avere un bel ricordo delle feste, senza dolori di pancia o malattie fastidiose che possono durare anche mesi.
Da nutrizionista orgogliosamente amante della natura della vita e del sorriso (chi mi conosce lo sa!) non dirò mai di no allo sar insieme e godere del buon cibo, ma non mi dimentico mai di utilizzare il cibo per la salute!

Ovviamente i piani non sono per tutti e gli integratori non vanno bene per tutti nello stesso modo.

Ricordiamoci che gli integratori sono dei farmaci, con le loro interazioni e usi, ecco perchè esistiamo noi professionisti del settore.

E allora Buona depurazione e … Buone feste!

Dott.ssa Samantha di Geso (Biologo Nutrizionista)

La dieta chetogenica, un nuovo orizzonte

Si definisce chetogenico un regime dietetico in grado di indurre e mantenere uno stato cronico di chetosi cioè una condizione metabolica in cui vengono utilizzati corpi chetonici come fonte energetica.

I corpi chetonici sono tre composti denominati acetone, acido acetoacetico e acido beta-idrossibutirrico normalmente presenti nel sangue in quantità trascurabile.

La prima condizione chetogenica per eccellenza e il digiuno, alternativamente si ottiene questo risultato con diete fortemente ipocaloriche o particolarmente ricche di grassi (e di conseguenza ipoglucidiche). Il livello di carboidrati al di sotto del quali viene stimolata la produzione dei corpi chetonici non e univocamente identificato.

La dieta chetogenica e stata utilizzata per trattare diverse condizioni cliniche di cui la più nota e antica e l’epilessia infantile in cui la prima applicazione risale agli anni ’20 a cui ha fatto seguito l’applicazione nell’ obesità a partire dagli anni ‘70. Inoltre sono in corso di studio possibili applicazioni in patologie neurodegenerative come sclerosi laterale amiotrofica, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer, in certi tipi di tumori e nei danni cerebrali postraumatici.

Carboidrati

Un basso apporto di carboidrati e essenziale per mantenere la chetosi. L’aderenza al regime ipoglucidico puo essere verificata misurando il livello di chetoni nelle urine (chetonuria) o, quando possibile, nel sangue (chetonemia).

Lo scarso contenuto di cibi ricchi d’amido e di vegetali fa si che la dieta chetogenica sia estremamente povera in fibre e cio puo causare costipazione a cui può essere ovviato aumentando l’apporto di liquidi e integrando la dieta con prodotti a base di fibra.

Lipidi

La dieta chetogenica e per definizione una dieta ricca di grassi, per questo è importante la qualita dei grassi utilizzati. La riduzione del rischio cardiovascolare e possibile mediante la sostituzione parziale di alimenti e condimenti ricchi di acidi grassi saturi (grassi animali) con acidi grassi mono e polinsaturi (vegetali) e controllando regolarmente il quadro lipidico.

Vitamine e minerali

La dieta chetogenica e deficitaria in vitamine e minerali per la particolare scelta di alimenti ed è quindi necessaria una supplementazione con integratori “sugar-free”.

Tale integrazione non e semplice poiché i prodotti attualmente in commercio in Italia per l’età pediatrica sono prevalentemente dolcificati e diventa quindi necessario utilizzare formulazioni in compresse per adulti aggiustando la dose. Il rischio e quello di eccedere nella supplementazioni ma il rischio e trascurabile per l’apporto di vitamine idrosolubili mentre e bene evitare il sovradosaggio di vitamine liposolubili (ad esempio vitamina A).

Un inadeguato introito di calcio e la limitata esposizione ai raggi solari può ostacolare la normale mineralizzazione dell’osso nei bambini gia a rischio di osteopenia ed osteoporosi dovute alla terapia cronica con anticonvulsivanti. E’ quindi opportuno effettuare una valutazione della mineralizzazione ossea prima di iniziare il trattamento e ripeterla in caso di trattamenti prolungati.

La dieta apporta quantita di sodio, potassio e magnesio inferiori rispetto all’usuale per cui possono verificarsi alterazioni dei livelli di elettroliti. La corretta supplementazione al fine di evitare carenze ed eccessi puo essere fatta tenendo presente le raccomandazioni nutrizionali per la corrispondente fascia di età.

Complicanze della dieta

Breve termine

Nausea e vomito, diarrea

Rifiuto del cibo, inappetenza

letargia transitoria

Ipoglicemia

Disidratazione

Acidosi

Medio – lungo termine

Alterazioni alvo (stipsi, diarrea)

Iperuricemia, Ipoproteinemia, Iperlipidemia

Ipocalcemia, Osteopenia

Calcolosi renale

Infezioni ricorrenti

Acidosi

Ritardo crescita

Le categorie alimentari nella chetogenica

Nella 1° categoria troverai alimenti realmente chetogenici.

Nella 2° categoria in su alimenti che saranno sempre più ricchi di carboidrati.

Per quanto riguarda gli integratori e i condimenti, nella prima classe abbiamo quelli utili, mentre nella seconda gli indispensabili ma ricchi di carboidrati.

Alimenti di 1° categoria: Burro vaccino meglio se chiarificato, Grasso animale, Maionese, Olio d’animale (di terra o d’acqua) o vegetale (di terra o d’acqua come le alghe), Strutto, Uova alla coque o in camicia, carni d’acqua, carni di terra rosse bianche magre o meglio ancora grasse. Non esagerare sia col tè che col caffè anche se ritenuti chetogenici se poi saranno serviti con del burro vaccino ancora meglio.

Alimenti di 2° categoria: Olive, Funghi, Panna, Patè, Avocado, Cocco, Formaggi e Latte (portano a intolleranze), Frutta oleosa, Verdure povere di carboidrati, Tisane.

Alimenti di 3° categoria: verdure ricche di carboidrati, frutta fresca, tisane, semi.

Alimenti di 4° categoria: legumi, cereali, farine, lievito madre, gelati, alimenti dolci, zucchero naturale e di sintesi anche a carboidrati zero, correttori aromatici e di acidità.

Integratori e condimenti utili di 1° classe: Sale, Aceto, Acqua e limone.

Integratori e condimenti indispensabili di 2° classe: aromi, spezie, alghe.

Esempi di menu di una settimana:

GIORNO 1

Colazione: caffè o tè, 170g di yogurt greco intero, 20g di mirtilli

Spuntino del mattino: 1 dozzina di nocciole

Pranzo: fagotti di petto di pollo con broccoli, insalata verde mista

Spuntino del pomeriggio: 2 quadratini (20g) di cioccolato fondente (almeno all’85%)

Cena: filetto di branzino al profumo mediterraneo, cicoria saltata in padella con olive, pinoli e capperi (200g)

GIORNO 2

Colazione: caffè o tè, 160g di fiocchi di latte

Spuntino del mattino: 1 cubetto (20g) di grana, sedano e finocchi a piacere

Pranzo: tartare di tonno con cetrioli e arancia, insalata verde mista

Spuntino del pomeriggio: 3 o 4 noci

Cena: sbattuta d’uovo con cavolo nero e Parmigiano, verdure grigliate (zucchine, melanzane eccetera)

Il “mostro dell’influenza”… cosa fare? cosa mangiare?

È momento di bimbi a scuola ma ancor di più di bambini a casa da scuola per influenza e pancino infiammato.

Cosa fare quando il “mostro dell’influenza” colpisce la pancia di mio figlio? Cosa mangiare o non mangiare?

Innanzitutto si definisce diarrea una emissione rapida di feci abbondanti e poco formate con almeno tre o più di tre evacuazioni liquide o semiliquide in un giorno.

La diarrea non rappresenta la malattia ma un sintomo del corpo ad una malattia o infiammazione. È l’esigenza del corpo di buttare fuori il malessere che può anche non essere a carico dell’intestino e basta.
Il nostro tratto gastrointestinale parte dalla bocca e finisce nell’ano ed è come una catena di montaggio in cui se un operaio non fa bene il suo lavoro o si assenta dal suo posto, va in affanno tutta la produzione a seguire con danni all’intera azienda.

La filiera si interrompe e si accumula il materiale a monte creando disagi a monte e a valle dell’operaio malato o semplicemente distratto o scansafatiche. Stessa cosa succede nel nostro corpo.

La condizione diarroica può essere rilegata a varie condizioni non patologiche quali le banali intolleranze, stress o colpo d’aria a situazioni più patologiche quali gastriti, ulcere o allergie, o condizioni virali o batteriche da intossicazione o da tossinfezione.

In tutti i casi, prima di prendere integratori va gestita attraverso un’osservazione di un sanitario e non attraverso molecole che fungono da tappo.

Sempre pensando all’azienda con filiera di produzione, pensate che chiudere la saracinesca serva in un magazzino o in una filiera industriale nel quale si sono accumulate materie prime e operai arrabbiati? Credo che la tensione aumenterà il disagio rendendo ingestibile la situazione che si complica fino ad ammalare l’azienda e per riprendersi serviranno anni e riprogrammazioni.

Quale potrebbe essere la soluzione?

Sempre parlando dell’azienda in crisi, una soluzione potrebbe essere lasciare la saracinesca aperta per smaltire ciò che el frattempo scade o buttar fuori gli operai che non lavorano, non prendere altri ordini, non far altri acuisti e cercare di ripristinare la produttività degli operai allontanando gli operai “malati”. Quindi, sarebbe opportuno individuare con un sanitario la causa e lavorare su questo.

Nel frattempo cosa posso fare? sicuramente un’alimentazione antinfiammatoria pro bifidi, dopo 2 o tre gg di fase ‘in bianco’ o digiuno infiammatorio.

1 fase: fase in bianco

Si chiama alimentazione in bianco un momento di alimentazione priva di fibre o alimenti infiammanti. Si predilige pasta al dente o pane abbrustolito e condito con abbondante olio e si sfruttano le vitamine antiossidanti del nostro prezioso olio extravergine d’oliva usato ESCLUSIVAMENTE a fine cottura.
Carne bianca e pesce magro per supportare la guarigione, evitando altre proteine non utili o addirittura infiammanti.

Molti pensano al riso in bianco della nonna, ma l’amido non è di giovamenti in questi casi ammenoché non si tratti di riso raffreddato e riscaldato al fine di generare inulina partendo dall’amido. In questa fase la cosa più importante è bere, prediligere acqua alcalina o the, ed evitare bevande di alcun genere per non incorrere in zuccheri nascosti o palesi.
Dopo uno o due giorni di alimentazione in bianco si può passare ad una fase di digiuno infiammatorio, per cui un’attenzione a non introdurre molecole infiammati quali istamine, alimenti ce inducono istamine (detti istamino-liberatori) o iperacidificanti o lattogenici.

Qui riporto semplici e spero utili consigli:

  • Non dimenticarsi dell’olio e.v.o. a pranzo e a cena
  • Niente cibi “spazzatura” – merendine confezionate, snack ecc.… evitare possibilmente i cibi confezionati con aggiunta di conservanti o additivi vari (anche fintamente naturali)
  • Evitare possibilmente i lieviti, soprattutto quelli chimici (cibi panificati, fermentati e conservati)
  • Ridurre gli zuccheri semplici raffinati: pane, pasta, pizza, patate ecc
  • Evitare gli alcolici, le bibite zuccherate, i succhi di frutta zuccherati
  • Evitare latte e formaggi salati e stagionati
  • Evitare gli insaccati
  • Prediligere pesce e variare le proteine il più possibile
  • Evitare frutta troppo zuccherina, meglio il frutto acido e poco maturo e, ovviamente, di stagione
  • Le Verdure vanno bene tutte purché senza esagerare in quantità per evitare fermentazione fastidiosa ma utile ai bifidobatteri. Variare il più possibile per la ricchezza batterica e vitaminica
  • BERE! è l’unico modo di reintegrare acqua e minerali e butta fuori tossine. Evitare di bere molto dopo le 18 e.… smettiamola con i ‘tazzoni’ di tisana prima di andare a nanna!!!
  • sale integrale ricco di sali minerali, ma senza esagerare poiché da una parte reintegro ii sali e dall’altra uccido i batteri intestinali
  • per il periodo invernale ricordiamoci che madre natura ci regala ciò di cui abbiamo bisogno per affrontare i malanni invernali per cui affidiamoci a frutta e verdura della stagione per arricchirci di vitamina C, E, A, D, sali minerali, magnesio, zinco e antiossidanti.

Insegnate ai vostri bambini il rispetto del proprio corpo attraverso il cibo e la prevenzione e attraverso verdure verdi e succo d’arancia (o di limone) fresco al mattino oltre che pesce e i suoi grassi buoni.
e poi ricorda: se ti infiammi ingrassi, se ingrassi ti infiammi ma se mangi bene e sorridi, vivi!

Dott.ssa Samantha di Geso (Biologo Nutrizionista)

Alimentazione, prima e durante l’influenza stagionale

Con l’arrivo della stagione autunnale è inevitabile “beccarsi” la famigerata influenza stagionale classica del cambio di stagione e del primo freddo; in più negli ultimi due anni stiamo combattendo anche con il covid-19 per cui al primo starnuto si va in panico e si fa confusione:

Influenza o Covid?

L’influenza è in genere caratterizzata dalla contemporanea presenza di tre sintomi chiave: febbre alta che compare improvvisamente, almeno un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola, naso chiuso), almeno un sintomo sistemico (senso di ossa rotte, dolori muscolari, mal di testa).

Purtroppo sulla base dei soli sintomi è sostanzialmente impossibile distinguere l’influenza stagionale dal COVID-19, salvo forse nel caso di disturbi dell’olfatto e del gusto, disturbi piuttosto caratteristici del secondo. In entrambi i casi, per prevenire di ammalarsi, è importante mantenere in salute il proprio sistema immunitario.

Da questo punto di vista un prezioso aiuto può arrivare dall’alimentazione.

In generale, un regime alimentare come la dieta mediterranea è dotato di proprietà antinfiammatorie e permette di fornire al corpo tutto ciò di cui ha bisogno, nelle giuste proporzioni, per mantenersi in salute. Più in particolare, è utile non farsi mancare alcune vitamine e sali minerali alleati del buon funzionamento del sistema immunitario.

La vitamina C, presente in frutta e verdura come kiwi, agrumi, peperoni e pomodori, aiuta a difendere l’organismo con le sue proprietà antiossidanti e l’effetto immunostimolante, ed è stata associata alla risposta alle infezioni delle vie respiratorie. Ma anche altre vitamine possono aiutare a garantirsi buone difese immunitarie.

La vitamina A e i carotenoidi, suoi precursori, presenti rispettivamente in uova, latte, burro, formaggi e fegato e in frutta e verdura gialle, arancioni o rosse; la vitamina E, contenuta in olive, semi e germe di grano; le vitamine del gruppo B, in particolare la B1 (contenuta in cereali, legumi, lievito di birra e carne di maiale) e la B2 (presente in germe di grano, cereali integrali, lievito di birra, carne e fegato); la vitamina D, una vitamina che può essere sintetizzata nella pelle grazie all’azione dei raggi del sole e che non è molto presente nei cibi. Si trova nell’olio di fegato di merluzzo e può essere assunta sotto forma di integratori alimentari.

Prendere il sole in maniera ragionevole può essere importante per rafforzare il sistema immunitario: i raggi ultravioletti provenienti dal sole possono indurre l’ aumento della vitamina D3. Ogni giorno bastano 0,009 mg per rafforzare il sistema immunitario.

Fra i minerali possono invece essere utili lo zinco rinforza le mucose di naso e bocca che bloccano e neutralizzano virus e batteri; contenuto in abbondanza nelle ostriche, nel formaggio e nei cereali, in noci, funghi, tuorlo d’uovo, cacao e carni bovine, ovine e suine. Il selenio fa produrre linfociti come i T-killer e l’interleuchina per aggredire i virus appena si presentano, contenuto nel tuorlo d’uovo, nel pollo, nel pesce, nelle patate; infine, anche il benessere della flora intestinale contribuisce alla salute del sistema immunitario.

Per questo è bene nutrirla con fibre dall’azione prebiotica, come i frutto-oligosaccaridi. Inoltre è possibile favorire l’equilibrio della flora intestinale assumendo integratori alimentari contenenti fermenti lattici probiotici.

I Probiotici, potenziano tutte le barriere, superando indenni gli acidi dello stomaco, vanno a rinforzare l’intestino, sono contenuti nello Yogurt e formaggi freschi e fermentati come il kefir.
Le carenze di vitamine A, B1, B2,B6, B12, C, E e di acido folico inibiscono il sistema immunitario. Allo stesso modo, carenza di magnesio, ferro e zinco e selenio. E’ importante considerare quanto questi nutrienti lavorino in sinergia tra loro.

Non bisogna dimenticare inoltre che tutte le attività aerobiche di resistenza possono potenziare il sistema immunitario.

Uno studio giapponese ha scoperto che l’esercizio fisico moderato, senza smanie agonistiche, mantiene elevati i livelli di un particolare gruppo di anticorpi, i linfociti T CD8+. Lo sport è una manna per il sistema immunitario perché aumenta del 20% il numero di anticorpi ma l’attività fisica intensa invece può risultare troppo stressante per l’organismo tanto da indebolirlo temporaneamente. Grazie alla fatica l’organismo è spinto a reagire allo sforzo producendo più anticorpi, all’incirca il 300% in più, l’importante è non esagerare, infatti troppo sforzo fisico alla fine inibisce il sistema immunitario perché lo costringe ad un superlavoro.

Se nonostante tutto quanto fatto in termini di prevenzione ci si dovesse ammalare, è importante tenere presente che l’aspetto più importante dell’alimentazione durante gli episodi influenzali è mantenere una corretta idratazione, attraverso il consumo di acqua e brodo di verdura o di pollo, per esempio; limitare l’assunzione di zuccheri e di bevande a base di caffeina (tè, caffè, bevande energetiche, bibite a base di cola), a causa del loro effetto diuretico. Fra i rimedi più efficaci c’è il riposo: è meglio combattere la stanchezza a letto che sottoporre l’organismo a ulteriore stress.

Per ristabilire la salute dello stomaco, inoltre, possiamo ricorrere ad un buon brodo di verdure o di pollo che oltre a fornire al nostro corpo moltissimi nutrienti e minerali, dà un aiuto anche a far tornare l’appetito che spesso in questi casi può mancare.

Ottimi sono anche i passati o vellutate di verdure che possono essere arricchiti con una modesta quantità di cereali come riso, orzo o farro. Ad esempio la vellutata di carciofi e porri è ottima per depurare il fegato e l’intero organismo durante il periodo influenzale. Oltre a questi cibi più leggeri dobbiamo fornire al corpo anche dei nutrienti più sostanziosi come le proteine, difatti secondo la Food and Drug Administration il nostro fabbisogno proteico giornaliero per mantenerci in forze è di circa 50 grammi al giorno.

Tuttavia per contrastare l’influenza meglio optare per della carne magra, carni bianche, pollame oppure del pesce. Questi cibi infatti rispetto alla carne rossa, sono comunque ricche di proteine, aminoacidi e ferro ma hanno meno grasso e sono più facilmente masticabili e digeribili, in questo modo forniamo al nostro corpo l’energia necessaria, senza però affaticare l’organismo.

Se la tosse ci affligge notte e giorno possiamo fare affidamento al classico miele, che è un nostro grande alleato contro l’ influenza. Un cucchiaino di miele preso da solo senza bere liquidi per qualche minuto, forma una sorta di “pellicola” che calma la tosse e attenua i bruciori e l’irritazione della gola. Oppure potete preparare una tisana, un bicchiere di latte o un tè caldo e zuccherarlo con il miele, per lenire il mal di gola. Ha potenti proprietà antibiotiche ed è un vero toccasana per la salute del corpo soprattutto durante i periodi di influenza e di maggior stress.

Dott.ssa Agostina Iannicelli (Biologo Nutrizionista)

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