E dopo la “pausa” estiva si ricomincia… che ansia!?

In queste giornate settembrine parlare di ansia del rientro dalle vacanze sta diventando davvero l’argomento da prima pagina. Pensiamo soprattutto alle informazioni più o meno allarmanti che “bombardano” la nostra quotidianità. Ognuno di noi è unico e diverso dall’altro e reagisce alle notizie ed alle preoccupazioni in modo unico e personale.

Il termine “ansia” ormai fa parte integrante del nostro lessico: pensate a  quante volte al giorno usiamo la parola “ansia” per esprimere il nostro stato d’animo, per esempio quando aspettiamo una telefonata, quando pensiamo di aver perso le chiavi della macchina, quando portiamo il nostro bimbo al nido per la prima volta e così via. Ogni situazione, ogni  incontro, ogni aspettativa può diventare  motivo di ansia e allora chiediamo aiuto  alla tisana rilassante, ai Fiori di Bach, fino ad arrivare direttamente all’ansiolitico. Ma quanti pensano che anche la riflessologia plantare può essere un rimedio valido per tenere a bada l’ansia e alleggerire i pensieri negativi che attanagliano la nostra mente e ci tolgono il fiato?

riflessologia plantare milano

Eh si, la riflessologia plantare è una validissima tecnica olistica, un’alternativa naturale per rimettere al primo posto noi stessi perché stimolare specifici punti del piede ha un effetto calmante per l’ansia, l’agitazione e gli attacchi di panico.

La riflessologia plantare infonde positività e sicurezza riducendo fortemente i livelli di ansia e di stress, aiuta ad essere più tranquilli e gestire meglio qualsiasi situazione, a gestire meglio la paura. Riduce i fastidi fisici, per esempio vertigini, nodo alla gola, nausea, bocca asciutta, nervosismo, migliora la qualità del sonno, diminuisce la tensione muscolare.

Possiamo aiutarci anche con un buon autotrattamento, massaggiandoci i piedi con movimenti lenti e avvolgenti cercando di rilassare la mente respirando profondamente. La manipolazione dei piedi consente di portare benessere al corpo e all’anima.

Non sottovalutiamo mai la nostra capacità di migliorare la nostra salute utilizzando le tecniche e i rimedi che la Natura ci offre da sempre.

Dott.ssa Manuela Matteucci (Naturopata ed Operatore olistico)

Luglio, mese dell’Osteoporosi

Il nostro scheletro svolge delle funzioni importantissime:

  • Sostiene le varie parti del corpo, assicurando il mantenimento della posizione eretta.
  • Protegge gli organi più delicati quali il cervello, il cuore, i polmoni e il midollo spinale.
  • Costituisce una riserva di sali minerali (soprattutto calcio) indispensabile all’organismo
  • Produce, attraverso il midollo rosso, le cellule del sangue.

L’Osteoporosi è una patologia metabolica delle ossa , prevalentemente femminile, anche se non esclusivamente. Ci riporta alle nostre profonde fragilità che l’età “matura” contribuisce ad acutizzare.

 

È come se il nostro tronco portante, colonna vertebrale e bacino insieme, fosse stanco di reggere il peso di un corpo visto come destinatario di una progressiva limitazione delle sue facoltà, e preferisse al contrario prendere le distanze dalla materialità, rarefacendosi; è un po’ ripiegarsi su se stessi, presi da cupa rassegnazione.

L’osteoporosi è una condizione che può essere associata a diverse malattie ( diabete, ipotiroidismo, disturbi ormonali, ecc.) carenze alimentari, forme ereditarie e all’assunzione cronica di alcuni farmaci, per esempio il cortisone.

La forma più frequente è l’osteoporosi senile, le manifestazioni più rilevanti sono di solito a livello della colonna e delle pelvi, il sintomo più frequente è il dolore irradiato alla schiena.

Per molti anni l’osteoporosi è stata associata alla semplice “carenza di calcio” e all’incapacità di fissarlo nelle ossa; le terapie erano quindi basate sulla supplementazione di questo minerale, su una alimentazione ricca di latticini e sull’assunzione di calcitonina, l’ormone che stimola  la fissazione del calcio nelle ossa.

Dopo parecchio tempo, alla luce di nuove ricerche, si è cominciato a considerare che la reale causa dell’insorgere dell’osteoporosi sia l’insufficienza estrogenica, per questo alla grande maggioranza delle donne in menopausa viene consigliata una terapia a base di estrogeni, per lo più sotto forma di cerotti.

Ma è bene sottolineare che i medicinali per la menopausa tendono semplicemente a frenare e rimandare  la comparsa dei sintomi della menopausa, e che le donne che soffrono maggiormente di osteoporosi presentavano già da giovani i “fattori a rischio”.

Per stimolare la fissazione del calcio nelle ossa è fondamentale l’esercizio fisico, specialmente la ginnastica dolce. Molto utili sono anche le passeggiate, l’aerobica, il ballo, lo jogging. Non danno i risultati sperati il nuoto e gli esercizi da seduti e da sdraiati.

È importante evitare il sovrappeso perché può incrementare il rischio di fratture nelle donne anziane, ma anche una eccessiva magrezza accompagnata da rarefazione dell’osso.

Il calcio per essere fissato nelle ossa ha bisogno di vitamina D che si forma grazie alla luce del sole a cui viene esposta la pelle; per questo si consiglia sempre di stare il più possibile all’aria aperta e di esporsi al sole almeno mezz’ora al giorno senza occhiali.

L’osteoporosi viene favorita dalla sedentarietà e da una scorretta alimentazione, e un eccesso di latte vaccino e derivati, in quanto acidificanti, può addirittura sottrarre il calcio dalle ossa per mantenere la priorità di un pH normale. A questo punto una corretta alimentazione è d’obbligo: i cereali integrali, le verdure, i semi (in particolare il sesamo) contengono sufficienti quantità di calcio per soddisfare il fabbisogno della persona.

Per quanto  riguarda alleviare i dolori e le infiammazioni che col tempo prendono il sopravvento, la fitoterapia ci viene incontro con parecchie piante officinali veramente utili:

PINO MG lavora su ossa e cartilagini, ideale per osteoporosi e artrosi dell’anziano

ROSA CANINA MG è un antinfiammatorio ideale per infiammazioni di carattere acuto ma ricorrente

MIRTILLO ROSSO MG aiuta nell0invecchiamento post menopausa, migliora l’intestino e quindi l’assorbimento del calcio

EQUISETO TM è un ottimo remineralizzante

VITIS VINIFERA MG per le infiammazioni articolari

RIBES NIGRUM MG per l’infiammazione protratta che diventa cronica

Dott.ssa Manuela Matteucci (Naturopata ed Operatore Olistico)

Drenare i reni? Non scherziamo!

Siamo alle solite!  La Primavera ormai è inoltrata e veniamo sommersi da post, video e articoli  che focalizzano la nostra attenzione su come porre rimedio  a  ritenzione idrica, gambe gonfie e pesanti, gonfiori in generale e stanchezza, mancanza di energia e chi più ne ha, più ne metta.

E allora via a fiumi di parole su  come depurarci, drenare tossine e acqua in eccesso, su quanti  rimedi miracolosi possiamo trovare in commercio per la nostra “rinascita primaverile”.

Tutti argomenti giustissimi e validi che ci possono davvero aiutare a stare meglio, a pulirci dall’atmosfera invernale per ritrovare energia e benessere.

Ma c’è un organo in particolare che non sempre viene tenuto in evidenza come dovrebbe e che invece merita tutta la nostra attenzione: il RENE.

Chi di noi, soprattutto noi donne, non conosce almeno un rimedio o un trattamento per alleviare la ritenzione, la tanto temuta cellulite, il gonfiore addominale; ma quanti si soffermano  ad esaminare il lavoro che devono affrontare i reni per pulire, drenare, ripristinare il benessere delle nostre gambe, ridare forza ed energia a tutto il nostro organismo?!

I reni aiutano a drenare ma attenzione non devono essere drenati.

Devono essere tenuti puliti, questo sicuramente si, ma non svuotati. Sono le batterie del nostro corpo, ci danno forza, sono la sede della nostra energia (considerando i canoni della Medicina Tradizionale Cinese) della nostra forza di volontà , ma anche la sede delle nostre paure e della nostra stanchezza. Per  cui è necessario prestare loro la massima attenzione e cura.

Per questo  è importante seguire una  sana alimentazione, non esagerando con le proteine animali, prediligendo verdure, cereali e legumi. Bevendo  acqua in abbondanza e auspicando  ad uno stile di vita sereno, semplice, libero da stress il più possibile.

Naturalmente anche i reni hanno i loro “rimedi naturali” ideali  per farli star bene: tra questi ci sono i fagioli azuki, utili  per pulirli e rinforzarli.  Con gli azuki si prepara un decotto (in macrobiotica è detto “brodo di azuki”) che porta loro un vero benessere. Li rinforza, li mantiene puliti e anche dal punto di vista emozionale li libera da stanchezza ed emozioni pesanti come la paura e il senso di pesantezza per le troppe preoccupazioni che viviamo ogni giorno.

Possiamo considerare anche alcuni  Fiori di Bach che aiutano a portare in equilibrio proprio quelle emozioni menzionate poco fa:

OLIVE il rimedio ideale per il senso di spossatezza tipico del passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile, ci aiuta a dare equilibrio alla nostra stanchezza e ridona energia a tutto il nostro organismo.

ELM per la stanchezza mentale e fisica

MIMULUS, il fiore per superare le  paure in tante situazioni quotidiane .

Anche trattamenti di riflessologia plantare mirati possono  rendere i nostri reni più attivi, puliti e forti.

Ricordiamo: i reni sono la batteria del nostro corpo, non scarichiamoli ma impariamo a rinforzarli e mantenerli in carica per rendere sempre più energico e vitale il nostro benessere fisico ed emozionale!

Dott.ssa Manuela Matteucci (Naturopata ed Operatore Olistico)

Ma quanto ci vogliamo bene?

bene

In questo periodo ancora molto particolare, mi è stato proposto di scrivere un articolo sulle “auto-coccole”…..BELLISSIMO!!!….  subito ho avuto uno slancio di entusiasmo, una gioia dentro perché, mai come in queste settimane, dobbiamo davvero pensare a noi stessi, a come liberarci da tanta stanchezza, preoccupazione, negatività che ci opprimono ogni giorno. La prima cosa è sapere che bastano pochi minuti al giorno per regalarci una “coccola” che ci faccia star bene e ognuno può scegliere come e cosa fare per rilassarsi, ascoltarsi e ricaricarsi.

A volte è sufficiente restare in silenzio, ascoltare il proprio respiro e lasciar andare ogni pensiero diventato ormai un mattone da sopportare.

Dedicare mezz’ora alla lettura di un buon libro oppure ascoltare ad occhi chiusi musica rilassante che riesca a farci “volare” in quel cielo azzurro dove si respira solo serenità e tranquillità.

Certo, i problemi e le preoccupazioni sono lì pronti ad aspettarci ma se riusciamo davvero a pensare che voler bene a noi stessi e dedicarci del tempo ci aiuta ad affrontare meglio le nostre giornate, perché no? Perché non regalarci momenti semplici e confortanti.

Iniziamo la giornata, con una carezza e qualche respiro profondo, poi pensiamo alla lista di cose da fare, il trucco è mettere noi stessi in cima a quella lista!

C’è un posto dentro di noi dove ci sentiamo al sicuro, il nostro sistema nervoso “spegne la modalità combattimento”, ci siamo solo noi. In quel momento non siamo la mamma, il papà, il marito, la moglie, la figlia, il figlio, il lavoratore, la lavoratrice, siamo semplicemente la Donna o l’Uomo.

Quando ci sentiamo sopraffatti dallo stress, il nostro corpo ci dà parecchi segnali, ce lo fa capire in modi diversi che ci siamo dimenticati di NOI. C’è un “relax day-moment” che possiamo inserire nelle nostre giornate e che ci aiuterà alla grande.

Scegliamo tre momenti della giornata (magari utilizzando la sveglia del nostro cellulare) in cui ci prendiamo 3 minuti di tempo tutti per noi. Chiudiamo gli occhi e immaginiamoci in un luogo nel quale vorremmo essere, un luogo dove ci sentiamo al sicuro e in pace col mondo intero. Ascoltiamone i suoni, immaginiamo il profumo dell’aria e stiamo lì, 3 minuti tutti per noi.  Ci accorgeremo presto di quanto tutto ciò ci faccia star bene.

Anche usare oli essenziali per profumare l’ambiente, per esempio, è un ottimo metodo per stare meglio.  L’ olio essenziale di limone purifica e dona energia, elimina  pesantezze (anche metterne poche gocce nella vasca per un bagno rilassa dopo una giornata stressante).

L’olio essenziale di mandarino dona serenità, soprattutto ai bambini, così come la lavanda.

Diffondere nelle stanze gli oli essenziali è un ottimo modo per vivere in un’atmosfera pacata ma energica nello stesso tempo, facendoci sentire presenti a noi stessi, con idee chiare e tranquillità di pensiero.

Un altro modo per volerci bene è massaggiare il nostro corpo con una spazzola in fibre naturali. Questo trattamento si chiama spazzolatura a secco o dry brushing.  La spazzolatura è un metodo tanto semplice quanto efficace, frizionare il corpo per pochi minuti al giorno con l’utilizzo della spazzola è davvero sorprendente per i tanti  benefici che porta a tutta la nostra persona.

Infatti migliora la circolazione del sangue, stimola il sistema linfatico e ghiandolare, aiuta a contrastare la cellulite ed elimina i gonfiori tonifica la pelle, rilassa la muscolatura, aumenta le difese immunitarie  e “dulcis in fundo” distende il sistema nervoso. Agendo sul tessuto epiteliale, inizia un insieme di processi esterni ed interni al nostro corpo notevolmente benefici per tutta la nostra salute.

Va da sé che il momento quotidiano che dedichiamo a questa “coccola” contribuisce a farci stare meglio, migliorando il tono dell’umore e rilassando la condizione mentale.

Infine al momento delle “tisane” non ci pensate?

Eh si, chi di noi non ha mai avuto il desiderio di terminare la giornata con una buona tisana calda?

Il rito della tisana pomeridiana o serale  è un ottimo modo per rilassarsi, dedicare 10 minuti a noi, per poi riprendere il da farsi, oppure per  prepararsi ad  un sonno ristoratore.

Tante sono le piante  che si possono usare  per preparare un valido infuso: piante rilassanti come la melissa, il tiglio, la passiflora, la valeriana – energizzanti (pomeridiane) come il the verde, il ginseng, il guaranà, lo yerba mate, la rodiola.

Il calore stesso della tisana regala al nostro corpo e alla nostra mente la sensazione di pace e di rilassatezza.

Pertanto non dimentichiamoci mai del “nostro star bene”, è fondamentale aver cura della nostra persona e della nostra anima, coccoliamoci e amiamoci,  anche perché è proprio vero che quando stiamo bene noi, sta meglio anche chi sta vicino a noi.

E IL TUTTO DIVENTA ARMONIA!

Manuela Matteucci (Naturopata e Operatore olistico)

 

Cicatrici fastidiose e tessuti traumatizzati? Interveniamo naturalmente!

La richiesta di trattamenti naturali per eliminare le cicatrici post-operatorie sta diventando sempre più frequente.

Per ogni cicatrice ci può essere un trattamento particolare per migliorarne il tessuto fino alla quasi totale eliminazione.

È molto importante conoscere alcuni dettagli prima di procedere con un trattamento/massaggio sulla persona che desidera migliorare questa situazione: per esempio quando è avvenuto l’intervento e quanto è stato più o meno profondo a livello tissutale – verificare la lunghezza e la larghezza della cicatrice, e quanto il tessuto possa essere più o meno elastico, e se sono state coinvolte fasce muscolari o tendinee rilevanti.

Naturalmente anche la posizione delle cicatrice ha la sua importanza e può determinare il tipo di trattamento da utilizzare.

In ogni caso a prescindere da  quanto detto fino ad ora, il trattamento principale da attuare sempre all’inizio di un percorso per il miglioramento del tessuto cicatriziale è il linfodrenaggio.

Il massaggio drenante, in quanto trattamento antinfiammatorio per eccellenza, permette appunto di iniziare un processo di disinfiammazione dei tessuti sottostanti così da predisporli poi ai successivi trattamenti personalizzati  a seconda del tipo di cicatrice.

Per esempio se la cicatrice è molto incollata può essere trattata con il massaggio connettivale, in particolare con quello che viene chiamato “scollamento” prendendo tra le dita i lembi della stessa facendo pressione prima verso l’alto e poi verso il basso cercando così di staccarla dal piano sottostante.

Se è stata particolarmente coinvolta la parte muscolare si procederà con un trattamento di “stretching tissutale” ossia la distensione del tessuto cicatrizzale con le dita sia in lunghezza che in larghezza.

Per qualunque tipo di trattamento è sufficiente  utilizzare  poche quantità di olio o di crema in modo da non scivolare troppo sul tessuto, bensì avere sempre una presa decisa (ma con leggerezza) sul tessuto stesso in modo da lasciare spazio tra le cellule, eliminando le vecchie per far posto alle nuove.

Vien da sé quindi che per ogni persona che desidera risolvere al meglio questa situazione si prepara un percorso di trattamenti “ad hoc”, senza dimenticare di considerare anche la parte  emozionale ed il significato che ha ogni cicatrice. In questo caso si possono utilizzare i  Fiori di Bach finalizzati a ridimensionare questo aspetto più sottile della persona stessa.

È da ricordare inoltre  che il nostro corpo è anche sede dei Meridiani Energetici, i meridiani dell’agopuntura, linee invisibili,  ma concrete nello stesso tempo, lungo le quali scorre tutta la nostra energia. Per la Medicina Tradizionale Cinese le cicatrici costituiscono pertanto una barriera per la circolazione energetica del corpo, una barriera come una diga in mezzo ad un fiume.

È importante valutare anche questi aspetti soprattutto se l’individuo lamenta per esempio stanchezza, ansia o altri malesseri. Possono essere riconducibili al fatto che quella cicatrice ha bloccato il flusso energetico del fegato o del rene o di un altro organo (ogni nostro organo è sede di una precisa emozione e stato d’animo).

Un trattamento mirato  porterà pertanto anche al miglioramento di queste situazioni che difficilmente vengono collegate al tessuto cicatrizzale da riequilibrare.

Ricreare una buona sensibilità e un tessuto elastico e ben vascolarizzato non è compito facile, ma come abbiamo visto, è possibile ottenere ottimi risultati con trattamenti mirati e personalizzati.

Manuela Matteucci (Naturopata ed Operatore Olistico)

Il Vischio, il simbolo della rigenerazione

La pianta del Vischio fin dall’antichità viene  considerata ricca di sacralità: era simbolo di fertilità, di vitalità e di  protezione contro il veleno.

Gli antichi sacerdoti druidi tagliavano con una falce dorata, durante la sesta notte di luna, il vischio della quercia, proprio perché considerata pianta sacra.

Il Vischio è sempre stato un “potente simbolo di rigenerazione, di vittoria della vita contro la morte”.

E’ un albero che, durante l’inverno sembra morto ma tra novembre e dicembre i suoi frutti, le sue bacche arrivano a maturazione, come risvegliati da un lungo letargo, ed è per questo motivo, per questa fioritura di bacche che  il vischio è considerato un segno di augurio per l’anno nuovo.

La tradizione vuole anche  che sia di buon auspicio per gli innamorati baciarsi sotto il vischio augurandosi felicità e protezione per gli anni a venire.

I rametti di Vischio con le loro foglie oblunghe e coriacee di colore verde e le bacche sferiche , vengono spesso appesi sulla porta di casa per augurare pace e serenità a coloro che vi abitano, e regalare Vischio nelle feste natalizie significa appunto augurare buona vita e salute.

Ma il Vischio è considerata anche una pianta medicamentosa molto valida, utilizzata fin dai tempi antichi: nell’Antica Roma questa pianta  era “quello che guarisce tutto”.

Ha notevoli proprietà, stimola le difese immunitarie, contrasta l’arteriosclerosi, aiuta per  problemi gastrointestinali, nello stress, e nei sintomi da raffreddamento.

È una  pianta molto conosciuta ed usata nella medicina popolare per le sue spiccate proprietà diuretiche e ipotensive.

Viene utilizzato per regolarizzare il ciclo mestruale, aiuta a lenire i mal di testa, è un buon antinfiammatorio in caso di sciatalgie e lombalgie.

Un buon decotto antispasmodico si ottiene facendo bollire un cucchiaio di foglie di vischio tagliate a pezzetti per 10 minuti in 300 ml di acqua. Tenere in infusione per dieci minuti e berne una tazza calda a metà pomeriggio.

Immaginiamoci tutti sotto il rametto di Vischio e auguriamoci l’un l’altro tanta serenità e tanta forza nel portare avanti ognuno il proprio progetto di vita!

Buone Feste a tutti!

Manuela Matteucci (Naturopata)

 

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