Cannabis terapeutica

Le potenzialità terapeutiche della cannabis medicinale sono al centro di un crescente interesse nella ricerca scientifica, grazie ai numerosi studi che ne dimostrano l’efficacia per diverse patologie.

Il sistema endocannabinoide (SEC) è una rete complessa di recettori, neurotrasmettitori e enzimi presente nel corpo umano che regola numerosi processi fisiologici.

Il sistema endocannabinoide è essenziale per il mantenimento dell’omeostasi, regolando una vasta gamma di funzioni fisiologiche, tra cui dolore, umore, risposta immunitaria, appetito e sonno. Le sue interazioni con i fitocannabinoidi della cannabis, come il THC e il CBD, aprono opportunità per nuove terapie mediche mirate a condizioni come dolore cronico, ansia, infiammazione e disturbi del sonno.

Funzioni principali del sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide è coinvolto nella regolazione di molte funzioni corporee, tra cui: Regolazione del dolore, Controllo dell’umore, Funzioni immunitarie e infiammazioni, Regolazione dell’appetito e del metabolismo, Sonno, Memoria e apprendimento.

Patologie trattabili con la cannabis medicinale

Le condizioni patologiche che potrebbero beneficiare della terapia con cannabis medicinale, sulla base delle attuali evidenze scientifiche sono:

Dolore cronico

La terapia con cannabis medicinale per la gestione del dolore sta guadagnando sempre più attenzione nel campo medico, grazie ai potenziali benefici nel trattamento di condizioni dolorose croniche e difficili da gestire con i farmaci convenzionali.

  1. Dolore neuropatico: si verifica quando i nervi sono danneggiati o disfunzionali. Studi hanno dimostrato che la cannabis può ridurre il dolore neuropatico, spesso resistente ai trattamenti convenzionali.
  2. Dolore nocicettivo infiammatorio: la cannabis può ridurre l’infiammazione e, di conseguenza, il dolore associato a malattie infiammatorie croniche come l’artrite reumatoide.
  3. Dolore oncologico: i pazienti con cancro che soffrono di dolore cronico spesso trovano sollievo con la cannabis medicinale, soprattutto quando altri farmaci non sono efficaci o provocano effetti collaterali debilitanti.
  4. Dolore nociplastico: dolore centrale o centralizzato, caratterizzato da disturbi centrali dell’elaborazione del dolore (iperalgesia, allodinia diffusa). Non c’è lesione del sistema nervoso, ma una distorta percezione degli stimoli dolorosi. Tipico della fibromialgia.

Fibromialgia

Il dolore della fibromialgia è oggi definito nociplastico, da ipersensibilità centrale, dovuto a cambiamenti neurofisiologici sostenuti da modificazioni neuroplastiche dell’eccitabilità neuronale. In parole semplici, non c’è una vera lesione o danno del sistema del dolore, a nessun livello, centrale o periferico, ma solo una distorsione della percezione delle sensazioni dolorose.

Sintomi essenziali: dolore, affaticamento, disturbi del sonno, disturbi cognitivi

Emicrania

I trattamenti per l’emicrania includono farmaci analgesici, farmaci specifici come i triptani, e terapie preventive per ridurre la frequenza degli attacchi. La gestione dello stile di vita, come la riduzione dello stress e l’evitamento dei fattori scatenanti, è altrettanto importante​. La terapia con cannabis medicinale potrebbe avere un potenziale beneficio nei pazienti affetti da emicrania. È certamente necessario condurre studi clinici ad hoc , per chiarire il meccanismo d’azione dei fitocannabinoidi  ed individuare le varietà e le forme farmaceutiche più efficaci.  La terapia con cannabis medicinale deve essere prescritta da un medico esperto, dopo che ha fatto le debite valutazioni sullo stato clinico del paziente, la sua storia patologica e la terapia che sta assumendo. 

Ansia e stress

Diversi studi e ricerche preliminari hanno suggerito che il CBD può essere utile per il trattamento di diverse forme di ansia, tra cui:

  1. Disturbo d’Ansia Generalizzata (GAD): studi su modelli animali hanno dimostrato che il CBD riduce significativamente i comportamenti ansiosi. Le ricerche sugli esseri umani sono ancora limitate, ma i risultati iniziali indicano che potrebbe aiutare a ridurre i sintomi di ansia generalizzata, soprattutto in persone che soffrono di ansia cronica.
  2. Disturbo d’Ansia Sociale (SAD): il CBD ha mostrato particolare efficacia nella gestione del disturbo d’ansia sociale. In uno studio del 2011, i partecipanti con SAD che hanno assunto 600 mg di CBD hanno mostrato una significativa riduzione dell’ansia rispetto a quelli che hanno ricevuto un placebo, soprattutto in situazioni di esposizione pubblica, come parlare in pubblico.
  3. Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD): il CBD viene sempre più studiato come opzione di trattamento per il PTSD. I pazienti che utilizzano CBD spesso riportano una riduzione di sintomi come il ricordo intrusivo dei traumi e l’iperattivazione.
  4. Disturbi del Sonno legati all’Ansia: il CBD può anche aiutare a migliorare il sonno, che è spesso interrotto in persone che soffrono di ansia. Questo effetto potrebbe essere il risultato di una riduzione dell’ansia e di un miglioramento generale del rilassamento.

Insonnia

L’uso del cannabis medicinale nella gestione dell’insonnia sta guadagnando interesse, soprattutto in quei casi che non rispondono bene ai trattamenti tradizionali, come i farmaci ipnotici o ansiolitici. Le ricerche preliminari mostrano che i cannabinoidi presenti nella cannabis, principalmente il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo), possono influenzare il sonno in modi diversi.

La cannabis medicinale potrebbe essere molto utile nell’insonnia, ma il suo uso deve essere personalizzato, poiché la risposta individuale può variare a seconda della sensibilità ai cannabinoidi e al dosaggio. Molte persone preferiscono varietà a predominanza indica, che tendono ad avere effetti più rilassanti e sedative rispetto alle varietà sativa, che possono essere più stimolanti. In altri casi, le varietà con solo CBD potrebbero essere sufficienti. Ad ogni modo, nei disturbi cronici del sonno è bene sempre rivolgersi ad un medico esperto, che valuterà l’opportunità di una terapia con cannabis.

Epilessia

L’uso della cannabis medicinale per il trattamento dell’epilessia ha ricevuto crescente attenzione negli ultimi anni, soprattutto grazie al CBD (cannabidiolo), un composto non psicoattivo della pianta di cannabis. Diversi studi e trial clinici hanno dimostrato che il CBD può ridurre la frequenza e la gravità delle crisi epilettiche, in particolare in forme di epilessia resistenti ai farmaci, come la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut.

L’uso del CBD per l’epilessia, sebbene promettente, deve essere attentamente monitorato, soprattutto per quanto riguarda dosaggi e potenziali effetti collaterali, come sonnolenza, diarrea e alterazioni dell’appetito. I risultati migliori sono stati osservati con forme altamente purificate di CBD, come nel caso di Epidiolex, che viene somministrato sotto supervisione medica.

Dott. Francesco Perugini Billi

Dott. Francesco Perugini Billi

Immunopatologia, Nutrizione Umana. Esperto in Medicine non convenzionali, Esperto in Cannabis Terapeutica

DIRETTORE SANITARIO DNA MILANO

I SERVIZI

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