Cervicalgia, 15 milioni di italiani ne soffrono continuamente

Con il termine cervicalgia, o più semplicemente conosciuta come cervicale, si intende un dolore al livello del collo più o meno intenso e persistente, considerata la quarta causa di disabilità nel mondo dopo lombalgia (mal di schiena), cefalea e depressione. Ha un tasso di incidenza annuo del 30% e nella metà dei casi si presenta come un disturbo continuo o sub-continuo.

A livello anatomico, la cervicale è una regione del nostro corpo molto complessa essendo ricca di strutture muscolari, articolari e neurologiche. Basti pensare agli innumerevoli movimenti che il collo compie durante la giornata: grazie alla sua mobilità esso è in grado di compiere rotazioni, inclinazioni e movimenti di flesso-estensione.

Fondamentali sono anche le sue interazioni con il sistema nervoso centrale e le connessioni neurologiche con l’apparato visivo e uditivo.

L’insorgere della cervicalgia può essere legato a molteplici fattori: tra le cause più comuni rientrano problematiche muscolari (contratture, stiramenti), artrosi o discopatie (disfunzione dei dischi vertebrali cervicali); più raramente la cervicalgia è legata a patologie come mielopatie, sublussazione atlanto-assiale, metastasi.

Più comunemente, tra i fattori che favoriscono maggiormente la comparsa di sintomi legati alla cervicalgia troviamo:

  • Cattive abitudini posturali (al lavoro, durante il sonno ecc.)
  • Traumi a seguito di incidenti (colpi di frusta, trauma cranico)
  • Obesità
  • Fumo
  • Psicopatologie (depressione, ansia)

Altri fattori che potrebbero facilitare l’insorgere della cervicalgia sono: malocclusione dentale, disturbi alla vista o scoliosi.

Come si manifesta la Cervicalgia?

Spesso la cervicalgia si manifesta con frequenti mal di testa (più propriamente chiamati cefalee), questo perché molte strutture del collo si estendono anche fino al cranio. Esistono tanti tipi di cefalee, ma quella cefalea muscolo-tensiva è la più comune e direttamente conseguente alla cervicalgia: la cefalea muscolo tensiva è infatti un tipo di mal di testa che si caratterizza per la presenza di dolore in regione occipitale che si può irradiare fino alla regione frontale del cranio.

Un altro disturbo associato alla cervicalgia riguarda la sensazione di formicolio del braccio e/o della mano (cervicobrachialgia), che può essere dovuta alla presenza di disfunzioni a livello delle vertebre cervicali, in particolare ernie o altre situazioni che alterano la morfologia del disco andando a comprimere la radice del nervo e di conseguenza alterando le informazioni provenienti dal nervo stesso, avvertendo parestesie, debolezza del braccio e perdita di forza.

Come può aiutarci un intervento osteopatico?

A seguito di un’attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato, l’osteopata è in grado di approcciare il tratto cervicale con diverse tecniche (miofasciali, cranio-sacrali, manipolazioni ecc.) per la risoluzione del problema. Inoltre, l’assegnazione di esercizi posturali mirati aiuta notevolmente il mantenimento della corretta mobilità cervicale riducendo il rischio di riacutizzazioni.

Dott. Federico Bouquin (Osteopata)

 

Pandemia, Lockdown, Smart-working: la Natura viene in soccorso!

naturaPandemia, Lockdown, Smart-working: vocaboli entrati nella nostra quotidianità in modo repentino e inaspettato, vocaboli che, ormai da parecchi mesi, danno una cadenza al nostro tempo, alle nostre attività, alla nostra giornata.

Ci siamo tutti ritrovati a fare i conti con qualcosa che ha modificato la nostra vita, ha cambiato le nostre abitudini, i nostri orari, e, cosa ancora più importante, ha cambiato il modo di relazionarci con gli altri. Mancano gli abbracci, le strette di mano, la condivisione di piccoli gesti che danno calore e colore alle nostre amicizie e conoscenze.

Tutto questo ha portato davvero a galla problematiche a volte in modo esponenziale: la solitudine, la paura, l’incertezza del domani, si sono sgretolate tante sicurezze che rendevano saldo il proprio modo di vivere, per molti di noi.

Per riprendere in mano la nostra vita, se non altro a livello emozionale, viene in aiuto la NATURA grazie ai Fiori di Bach per esempio o a tecniche di rilassamento e meditazione.

I Fiori di Bach agiscono soltanto come vibrazione: influiscono ripristinando, ognuno in modo specifico, le vibrazioni energetiche proprie dello stato di salute, le gocce del rimedio floreale, introdotte nel corpo, fanno risuonare l’energia del fiore nel nostro sistema vibrazionale.

L’obiettivo dei rimedi è quello di ristabilire l’equilibrio originario, in modo che ciascuno possa rimettersi in cammino sul proprio percorso di crescita personale. La felicità e il benessere si raggiungono soltanto attraverso una crescita personale, è nostro compito nella vita assimilare lezioni ed esperienze.

In questo periodo talmente particolare, tanto da mettere in discussione in ognuno di noi tutte le nostre certezze e amplificando le nostre incertezze, ecco che l’uso di rimedi come Olive, Mimulus, Rescue Remedy, Larch, Holly, aiuta davvero a ritrovare equilibrio e centratura.

Mentre, dal punto di vista fisico i disturbi che si sono evidenziati maggiormente in tantissime persone, sono: il mal di schiena, la cervicalgia da postura statica davanti al computer, le gambe stanche, spesso con le caviglie gonfie.

Quello delle “gambe pesanti” è un disturbo frequentissimo, e mai come ora, è un disturbo che coinvolge tantissime persone che si sono ritrovate a lavorare in ”smart working” per parecchi mesi.

Parecchi sono i rimedi naturali che aiutano nella prevenzione e nel miglioramento del problema. Tra i minerali troviamo Manganese, Cobalto, Magnesio, Zinco e Rame, che svolgono una ottima azione stimolante della circolazione e contribuiscono a ridurre il gonfiore. Lo studio delle Intolleranze alimentari, riducendo l’infiammazione, consente di controllare e ridurre il trattenimento dei liquidi.

La sedentarietà influisce pesantemente sui meccanismi della circolazione venosa e di quella linfatica: se, durante la giornata, le gambe non vengono chiamate ad una certa quantità di movimento, i muscoli degli arti inferiori non svolgono la loro azione massaggiatrice sul sistema circolatorio.

Vene e capillari, non subendo l’effetto di contrazione e decontrazione del muscolo, sono soggetti a rallentamenti e ristagni , che sono le cause dirette di una scorretta circolazione periferica. La classica passeggiata quotidiana è, quindi, un aiuto prezioso per la buona forma e tonicità delle gambe, di cui migliora nel tempo l’efficienza. La compressione muscolare è ridotta parecchio a causa della sedentarietà così come l’efficienza di circolazione e drenaggio può essere fortemente compromessa.

È importante ricordare che è buona norma anche bere abbondante acqua per accentuare la diuresi e facilitare l’eliminazione dei liquidi trattenuti.

 

Le piante candidate alla rinascita post covid

 

Ippocastano

L’ippocastano è una pianta davvero indicata per aiutare la circolazione venosa e tonificare i vasi, a cui si abbinano il meliloto, la linfa pura di betulla ed il tarassaco per velocizzare il movimento della linfa e agevolare la depurazione. Gli oligoelementi zinco-rame e l’agnocasto vengono usati invece per regolarizzare gli estrogeni e la boswellia, come fitoterapico, è utile per modulare l’infiammazione.

Per stimolare inoltre la circolazione delle gambe è utile un decotto di ippocastano: far bollire per circa 10 minuti in un litro d’acqua 3 cucchiai di inflorescenze secche di ippocastano, lasciar riposare per 5 minuti. dopodiché filtrare e berne 2 tazze al giorno.

Rusco

Il decotto di rusco è molto utile per contrastare il senso di pesantezza alle gambe: far bollire per 15/20 minuti in un litro d’acqua 20 gr. di foglie di rusco.

Lasciar riposare per 5 minuti, quindi filtrare e berne due tazze durante la giornata.

 

Meliloto

Il meliloto è molto probabilmente il rimedio più indicato per velocizzare il deflusso linfatico. Lo si impiega in tintura madre ed il suo principio attivo, la cumarina, è utile per le sue notevoli proprietà antiedemigene. Questa sostanza, può essere impiegata anche direttamente sulle zone del corpo interessate. Si trova in commercio un talco alla cumarina, da applicare con massaggio sulle zone interessate. La cumarina è fotosensibilizzante, quindi deve essere evitata l’esposizione al sole durante l’utilizzo.

Un valido depurativo e drenante linfatico è la linfa di betulla, mentre ottima è la bromelina adatta per disinfiammare: è un enzima proteolitico e antinfiammatorio dell’ananas molto adatto nel linfedema.

 

Equiseto

Svolge un’azione rassodante cutanea grazie alla sua capacità di migliorare ed aumentare la resistenza e l’elasticità cutanea, viene utilizzato negli edemi post-traumatici e in quelli derivanti da una prolungata posizione ortostatica.

In questo periodo, particolarmente,  decotti e  tisane  sono  diventati compagni a dir poco inseparabili per tantissime persone che cercano un momento di tranquillità e riposo all’interno di giornate dense di impegni ma ferme nella staticità quotidiana. Utilizzando le piante sopra citate si ha un grande beneficio proprio per la pesantezza ed il gonfiore alle gambe.

Vivamente  consigliato è anche il pediluvio con acqua calda e un po’ di sale grosso marino integrale: aiuta ad alleggerire la tensione nelle gambe e a sgonfiare i piedi (sensazione che spesso si avverte  anche se visivamente i piedi non sono gonfi).

È importante inoltre  ritagliarsi momenti durante la giornata, in cui si fanno piccoli esercizi come camminare sul posto o fare una decina di piegamenti sulle gambe.

Ancora una volta prendiamo spunto dalla Natura per trovare una soluzione a quei disturbi che lamentiamo ormai da troppo tempo e che hanno un po’ compromesso le nostre giornate.

 

Manuela Matteucci (Naturopata ed Operatore Olistico)

Lo Zinco, il nostro amico

Oggi parliamo del nostro amico ZINCO.

Ci cibiamo sempre di più di alimenti ricchi di gusto (a volte troppo) a discapito della salute e questo è il caso dello zinco.

Il signor Zinco è un minerale fondamentale per la crescita cellulare, il differenziamento, la riparazione ed il metabolismo. É un elemento necessario per il metabolismo e l’integrità delle membrane e delle cellule, della salute di mucose, quali polmone e intestino, oltre ad essere cofattore e quindi supporto chiave di vitamine. Prende parte della struttura dell’osso e del sistema nervoso.

Si stima che ogni anno muoiono nel mondo 800.000 persone per carenza di zinco il quale causa un intestino percolante e perdita di difese immunitarie con infezioni da batteri e virus. (Front Immunol. 2019 Jan 15;9:3160. doi: 10.3389/fimmu.2018.03160. eCollection 2018. Nutritional Modulation of Immune Function: Analysis of Evidence, Mechanisms, and Clinical Relevance).

In un momento storico in cui ci siamo dimostrati vulnerabili e indifesi, dobbiamo cercare di recuperare la salute smettendola di scegliere alimenti vuoti e morti.
Siamo il paese della dieta mediterranea, del piatto di pasta e ceci, cime di rapa con l’alicetta, olio extravergine e passeggiate tra prati e rive del mare. Invece ci ritroviamo a mangiare pasta di grano (forse) che nella raffinazione ha perso il 78% dello zinco solo perché la pasta integrale o un cereale a un gusto (vero) che non sopportiamo più.

Dovendomi soffermare sullo zinco non proseguo con i ceci, le cime, l’olio, le alici… ormai un lontano ricordo di salute! Riflettiamoci: buttiamo lo zinco per ammalarci di più e poi prenderlo come integratore o farmaco… se siamo ancora vivi!

Dove lo troviamo e quanto ne serve?

Di questo favoloso elemento e nutrimento, ne serve circa 10 mg al giorno e cioè in:

  • un piatto di molluschi, di ostriche, nelle alici
  • nei cereali INTENGRI (si, quelli che vanno messi a bagno come si dovrebbe con i legumi altrimenti in quelli desquamati e denudati che cuociono in 10 minuti o nelle mega cotture di 1 ora si perdono i nutrimenti!)
  • nelle muffe dei formaggi
  • nei semi a chicco duro tipo canapa o lino.

Non essendoci riserve di zinco nel nostro corpo, dobbiamo essere sicuri di assumerne TUTTI I GIORNI attraverso la dieta. Per gli integratori, purtroppo non tutti arrivano nelle cellule e la formula o l’interazione tra elementi può determinare un mancato assorbimento, tipo lo zinco bisglicinato non interagisce con alti elementi mentre altre formulazioni possono risultare inutili come bere dell’acqua fresca o a volte pericolose.

La Comunità Europea, vista l’importanza dello zinco per il nostro sistema immunitario, osseo, nervoso e metabolico, permette ai prodotti a base di zinco di utilizzare il claim “lo zinco contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario”, ma io lo metterei anche sui cereali integri e integrali e nella testa di chi ad un piatti di farro e spinaci, preferisce una polpetta costruita nel laboratorio della NASA!

Scegliamo piatti di salute e pillole di coerenza! Buon appettito!

Dott.ssa Samantha di Geso (Biologo Nutrizionista)

Torta di carote

Torta di carote

Preparazione 30 min
Cottura 30 min
Tempo totale 1 h
Portata Dolci
Cucina Italiana
Porzioni 12 porzioni

Ingredienti
  

  • 200 g carote
  • 150 g zucchero di canna
  • 200 g farina di riso
  • 3 uova
  • 0,5 bicchiere olio extravergine di oliva
  • 1 bustina lievito per dolci

Istruzioni
 

  • Grattugiare le carote crude in una ciotola, aggiungere poi le uova intere, lo zucchero, la farina, l'olio e per ultimo il lievito sempre amalgamando il tutto con uno sbattitore elettrico.
    Una volta ottenuto il composto desiderato versare in una teglia da forno.
  • Cuocere a 200° per 30 minuti.

Muffins senza glutine al cioccolato

Muffins senza glutine al cioccolato

Preparazione 30 min
Cottura 30 min
Tempo totale 1 h
Portata Dolci
Cucina Italiana
Porzioni 12 porzioni

Ingredienti
  

  • 3 uova
  • 100 g zucchero di canna
  • 250 g farine mix
  • 250 g latte vegetale
  • 70 g cioccolato fondente
  • 40 g cacao in polvere
  • 100 g burro
  • 1 bustina lievito per dolci
  • q.b. sale (un pizzico)

Istruzioni
 

  • Accendete il forno a 190°. Nel frattempo sciogliere nel microonde o a bagnomaria il cioccolato fondente e il burro. In una ciotola a parte mescolare tutti gli ingredienti secchi, farina, zucchero, cacao e lievito.
    Aggiungere poco alla volta il latte vegetale e mescolare bene con uno sbattitore elettrico in modo da ottenere un composto omogeneo.
    Infine aggiungere il cioccolato fuso agli ingredienti e continuare a mescolare.
    In una teglia per muffins inserire i pirottini nello stampo e riempirli di due terzi, infornare per 30 minuti.